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Ccnl 2022-2024, Fp Cgil: “Stipendi in calo per infermieri, oss e professioni sanitarie. Perdita media di 172 euro”

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"Infermieri in fuga dai contratti di lavoro al ribasso": la denuncia di Cgil Fp Sanità privata convenzionata Abruzzo-Molise
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Il sindacato parla di una “brutta sorpresa” per migliaia di dipendenti della sanità pubblica.

Le ultime notizie sul Ccnl Sanità 2022-2024 continuano a generare discussione nel comparto. Secondo Fp Cgil, i primi stipendi erogati dopo l’applicazione della nuova disciplina contrattuale confermano i timori già espressi: aumenti inferiori alle aspettative, riduzione del potere d’acquisto e perdita media mensile stimata in circa 172 euro rispetto agli adeguamenti necessari a coprire l’inflazione.

Il sindacato parla senza mezzi termini di “pacco contrattuale” e rivendica la scelta di non firmare il Ccnl. La questione sta generando forte attenzione nell’ambito della cronaca italiana, con ricadute dirette su infermieri, professioni sanitarie, operatori socio-sanitari (oss) e tecnici del comparto.

La denuncia di Fp Cgil: “Tagli travestiti da aumenti, stipendi in calo reale”

“Come preannunciato, è stato aperto il pacco – afferma Fp Cgil in una nota ufficiale -. Il Ccnl Sanità 2022-2024 prevede un aumento di stipendio ridotto del 10%, con effetti concreti che si traducono in stipendi più bassi rispetto al costo della vita. Avevamo denunciato questo rischio e per questo non abbiamo firmato”.

Secondo i calcoli elaborati da Fp Cgil, la distanza tra l’incremento reale e quello necessario per adeguarsi all’inflazione comporta una perdita media di 172 euro al mese. Una cifra che, su base annua, corrisponde a oltre 2.000 euro di mancato potere d’acquisto per gli operatori sanitari, che già affrontano carichi di lavoro elevati.

“Un colpo alla motivazione e alla qualità della cura”

Gli infermieri e gli operatori sanitari risultano tra le categorie più colpite, come confermato dai primi cedolini di dicembre. Molti professionisti hanno segnalato sui social e tramite le rappresentanze sindacali buste paga ritenute insoddisfacenti, soprattutto se confrontate con:

  • l’aumento del costo della vita;
  • il ruolo strategico della professione infermieristica nella rete ospedaliera;
  • l’impatto psicofisico del lavoro post-pandemia;
  • la carenza cronica di personale, documentata da diverse indagini e rapporti nazionali (tra cui Agenas e Fondazione Gimbe).

Il malcontento si inserisce in un contesto di emergenza occupazionale: secondo più recenti news nel settore della sanità, in Italia mancano oltre 65milainfermieri, dato che incide su ospedali, pronto soccorso, ambulatori e servizi territoriali.

Impatto sulla sanità pubblica: rischio fuga dal settore e peggioramento dei servizi

Gli esperti di politiche sanitarie avvertono che retribuzioni inadequate, unite a maggiori responsabilità, potrebbero intensificare:

  • il turnover del personale;
  • la migrazione professionale verso il privato;
  • l’esodo verso altri Paesi europei dove gli stipendi sono sensibilmente più alti;
  • l’aumento di burnout, già documentato da varie indagini di settore.

Un quadro che potrebbe tradursi in un peggioramento dei servizi ospedalieri, con ripercussioni sulla qualità dell’assistenza e sulla sicurezza dei pazienti.

La posizione del Governo e delle Regioni

Secondo fonti istituzionali, l’accordo è stato giudicato “equilibrato” e sostenibile all’interno dei limiti di bilancio. Tuttavia, diversi rappresentanti regionali hanno riconosciuto che la pressione sul personale sanitario è ancora elevata e che saranno necessarie ulteriori misure per rafforzare il sistema.

Il ruolo dell’informazione e la trasparenza sui dati

Fp Cgil ha messo a disposizione tabelle dettagliate con cui ogni dipendente può calcolare:

  • l’aumento effettivo percepito;
  • la differenza rispetto al riallineamento inflattivo;
  • la perdita cumulata negli ultimi mesi.

VEDI LE TABELLE CCNL SANITÀ 2022 – 2024

Redazione Nurse Times

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