Home NT News Asl Bari: “Stop a prelievi domiciliari non autorizzati”. Avviata verifica su infermieri
NT NewsPugliaRegionali

Asl Bari: “Stop a prelievi domiciliari non autorizzati”. Avviata verifica su infermieri

Condividi
Condividi

Una comunicazione urgente dell’Asl Bari avverte gli infermieri sul divieto di attività extra-istituzionale senza autorizzazione, fatturazione e tracciabilità.

L’Asl Bari ha inviato una comunicazione ufficiale – Protocollo n. 148238/2025 (24/11/2025) – a tutto il personale del comparto per richiamare l’attenzione sulla corretta gestione della libera professione sanitaria. La nota, comunicata internamente e indirizzata anche a Rete Infermieri Bari e Opi Bari, segnala denunce di prelievi ematici domiciliari effettuati senza autorizzazione aziendale e senza tracciabilità fiscale.

Cosa dice la comunicazione ufficiale

Secondo la comunicazione Asl Bari, pervenuta dopo una segnalazione del presidente della Rete Infermieri Bari datata 22 ottobre 2025, vi sarebbero casi di “prelievi ematici a domicilio eseguiti da infermieri dipendenti pubblici senza autorizzazione all’attività extraistituzionale e senza partita Iva, quindi senza fatturazione e senza tracciabilità”.

L’Asl Bari richiama la circolare aziendale n. 63815/2023 (11/08/2023), che disciplina le modalità operative e le autorizzazioni necessarie per l’esercizio della libera professione da parte del personale sanitario dell’Azienda.

Normativa e scadenze

La comunicazione ricorda che la normativa transitoria in vigore scadrà il 31 dicembre 2025 e che si attendono i provvedimenti normativi di fine anno per eventuali proroghe o integrazioni. Nel testo l’Asl Bari sottolinea che comportamenti difformi dalla circolare – in primo luogo l’esercizio della professione sanitaria senza autorizzazione aziendale – “configurano gravi violazioni della normativa in questione comportanti responsabilità disciplinare, amministrativa e penale dei dipendenti interessati”.

Implicazioni per infermieri e operatori sanitari

La comunicazione dell’Asl Bari rappresenta un segnale forte per tutto il personale infermieristico: l’esercizio di attività extraistituzionali (come prelievi domiciliari) da parte di dipendenti pubblici è ammesso solo se effettuato in conformità a procedure aziendali, con autorizzazione formale, con partita Iva o altro regime fiscale corretto e con adeguata fatturazione e tracciabilità. In assenza di tali requisiti si aprono potenziali profili di responsabilità professionale, fiscale e penale.

Di seguito la comunicazione dell’Asl Bari.

Redazione Nurse Times

Articoli correlati

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Buoni pasto, riconosciuto il diritto di una dipendente dell'Asp Messina
NT NewsPugliaRegionali

Ospedale Perrino di Brindisi: riconosciuto il diritto al pasto dopo 6 ore di lavoro

All’ospedale Perrino di Brindisi è stato ufficialmente riconosciuto il diritto al pasto...

CdL InfermieristicaNT NewsStudenti

Curare con la parola: l’arte della comunicazione strategica nelle cure complementari infermieristiche

Raffaella Martini: Infermiera specializzata in Infermieristica Legale e Forense e in Counseling...

Rinnovo contratto. Coina "riconoscere economicamente la responsabilità e professionalità degli infermieri"
NT News

Assistente infermiere, COINA: “Con l’intervento di Enpapi al Tar si rafforza la battaglia contro un progetto paradossale e deleterio”

“È una scorciatoia che indebolisce l’assistenza e isola la linea FNOPI” L’intervento...