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Carenza di infermieri in Trentino, Zanella (Pd): “A rischio la tenuta degli ospedali”

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Ceccarelli (Coina): "Infermieri in servizio fino a 70 anni per contrastare la carenza di personale? Soluzione pericolosa e paradossale"
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La carenza di infermieri in Trentino ha raggiunto livelli critici, tanto da mettere a rischio la tenuta degli ospedali provinciali. All’ospedale di Cavalese, per esempio, si paventa la chiusura di dieci posti letto. Al Santa Chiara di Trento sarebbero già stati chiusi alcuni posti in Rianimazione. All’ospedale di Tione sei dei 17 posti di cure intermedie restano solo sulla carta. E lo stesso accade ai posti in Sub-intensiva recentemente realizzati all’ospedale di Arco.

Secondo quanto segnalato dal consigliere provinciale Paolo Zanella (Pd), la carenza di infermieri è aggravata dal pensionamento di molti professionisti, dalle dimissioni degli ultimi anni e dalle assenze per vari motivi, comprese le maternità. Ciononostante, si continuano a programmare nuove strutture: posti di sub-intensiva chirurgica a Cles, 32 posti di degenza convertibili in area critica a Rovereto (sottratti alla Geriatria), oltre agli ospedali di comunità, previsti dal Pnrr.

I dati Istat registrano nel 2024 un aumento dei ricoveri del 2% rispetto al 2023, legato all’invecchiamento della popolazione. Questo scenario renderebbe ancora più urgente potenziare cure intermedie e assistenza domiciliare, ma proprio in questi settori servono soprattutto infermieri. Secondo le stime, in Trentino mancano circa 500 professionisti, in un Paese che già conta un rapporto infermieri/medici sbilanciato: 1,5 a 1, contro la media Ocse di 2,6 a 1.

Di fronte a questa emergenza, le soluzioni ipotizzate sono due: chiudere posti letto, riducendo l’offerta in un momento in cui la domanda cresce; oppure mantenerli aperti, abbassando i minuti assistenziali per paziente, col rischio di compromettere la qualità delle cure e aumentare lo stress del personale rimasto in servizio.

Intanto non si hanno più notizie dei 10mila infermieri indiani annunciati nel 2024 dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, né della figura dell’assistente infermiere, altra misura emergenziale ferma al palo. Secondo Zanella, la situazione era prevedibile da anni: i posti nei corsi di laurea in Infermieristica andavano aumentati almeno cinque anni fa, quando il settore era ancora attrattivo.

Redazione Nurse Times

Fonte: l’Adige.it

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