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Campania, De Luca promette: “Videosorveglianza diffusa nei pronto soccorso”

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Campania, De Luca promette: “Videosorveglianza diffusa nei pronto soccorso”
Il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca in visita all'ospedale di Nola ( Napoli) assurto agli onori della cronaca per le foto postate in rete dei pazienti accuditi sul pavimento del Pronto Soccorso. De Luca , nella foto con la manager della ASL Napoli3 Antonietta Costantini (s) e con il sindaco di Nola Geremia Biancardi (d) , ha inaugurato il nuvo reparto di Anestesia e Rianimazione, 30 gennaio 2017. ANSA / CIRO FUSCO
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Il governatore ha inaugurato due nuovi reparti all’ospedale di Nola, soffermandosi sulla situazione della sanità regionale.

“Stiamo ragionando per portare una videosorveglianza diffusa nelle guardie mediche e nei pronto soccorso”. L’annuncio arriva dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che ieri ha inaugurato due nuovi reparti (Ortopedia e Nido) all’ospedale di Nola.

De Luca ha colto l’occasione per rivolgere un plauso “al lavoro gigantesco di riorganizzazione della sanità campana”. E ha aggiunto: “In tutti gli operatori è scattata una molla e siamo quindi tutti uniti nel portare avanti, insieme, la battaglia che consentirà alla sanità campana di essere la prima in Italia. Anche i cittadini stanno percependo questa svolta profonda”.

Il governatore si è anche soffermato sugli obiettivi futuri della sanità campana: “Il rapporto tra posti letto ospedalieri e popolazione è equilibrato nella provincia di Napoli, ma non dobbiamo fissarci con gli ospedali. Bisogna, piuttosto, ragionare sulla medicina territoriale, realizzando una rete di poliambulatori affinché non si scarichi tutto su ospedali e pronto soccorso”. E in merito ai Lea: “Siamo usciti dal piano di rientro dopo dieci anni e ci attestiamo a metà della griglia dei Livelli essenziali di assistenza, ma dobbiamo colmare alcuni ritardi. Ad esempio sugli screening oncologici”.

De Luca ha poi annunciato la stabilizzazione dei precari entro l’anno: “Negli anni passati siamo stati obbligati a rinunciare a 13.500 dipendenti. Nel contempo, ci obbligavano a fare straordinari che ci costavano 40 milioni l’anno. Ora abbiamo approvato il piano del personale e possiamo andare avanti con gli scorrimenti delle graduatorie”.

Redazione Nurse Times

Fonte: Dire

 

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