Home NT News Camilleri: “Un infermiere barese è vivo grazie ai miei libri”
NT News

Camilleri: “Un infermiere barese è vivo grazie ai miei libri”

Condividi
Camilleri: "Un infermiere barese è vivo grazie ai miei libri"
Condividi

Stava per suicidarsi auto-somministrandosi una flebo letale, ma… Leggendo uno dei libri di Camilleri durante l’infusione, ha cambiato idea

Il grande scrittore siciliano Andrea Camilleri, in un’intervista esclusiva a Vanity Fair, ha raccontato di come i suoi libri siano riusciti a “salvare” anche una vita: quella di un infermiere barese, che era sprofondato in una pericolosa depressione e che aveva preso la decisione di compiere un gesto estremo.

Il grande autore, conosciuto in tutto il mondo grazie alle vicende del suo commissario Montalbano e che il prossimo 29 agosto pubblicherà il suo ultimo libro dal titolo “Ora dimmi di te. Lettera a Matilda”, ha spiegato come la sua persona sia quotidianamente subissata da email e lettere provenienti da tutto il mondo; scritti che, grosso modo, gli pongono sempre gli stessi quesiti.

Tranne una, che lo ha colpito profondamente, come ha spiegato egli stesso durante l’intervista: «Fanno tutti le stesse domande, dalla Francia alla Cina! Però a volte vogliono solo raccontare la loro storia. Per esempio, non molto tempo fa, uno mi ha mandato una lettera in una busta contenente una sua foto, un uomo sui cinquantanni, con accanto una signora e due ragazzine.

E scrive: “Questa è la mia famiglia. Solo ora mi sento di raccontarle quello che mi è successo nel 2001. Mi era caduto il mondo addosso perché avevo scoperto che la persona che amavo mi tradiva. Ero, e sono tuttora, infermiere all’ospedale di Bari. Rubai del veleno e mi portai a casa ampolla e treppiedi per le flebo. Mi misi a letto e infilai l’ago nel braccio. Siccome la cosa sarebbe stata lunga, presi dal comodino un libro che avevo comprato ma non ancora aperto: Il re di Girgenti.

Dopo un po’ mi sono trovato a sorridere, ho staccato l’ago e ho continuato a leggere fino alle cinque di mattina. Tre anni dopo ho incontrato un’altra donna e mi sono sposato. Le devo la vita”. Ecco, quando penso a quella lettera, mi consolo di tante cose perché penso che, in fondo, tutto quello che ho fatto non è stato inutile».

Eh già… Perché l’idea di aver salvato una vita, a qualsiasi titolo, ti cambia per sempre.

Alessio Biondino

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
NT NewsPiemonteRegionali

Torna il Premio “Mani che Pensano”: Opi Torino presenta i candidati della VII edizione

Torna “Mani che Pensano”, il premio promosso dalla Consulta Opi Giovani di...

NT NewsPugliaRegionali

Sanità pugliese, ora arriva il conto: tra tagli, blocchi e rischio di nuove tasse

Quando nei bilanci della sanità compare un buco da centinaia di milioni...

CalabriaNT NewsO.S.S.Regionali

Oltre la divisa: l’arte invisibile e il silenzio della professione. Arrivano gli oss robot

Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Angelo Minghetti (Federazione Migep)...

Asst Crema assume 13 infermieri
ConcorsiLavoroLombardiaNT NewsRegionali

Asst Crema: concorso per 10 posti da infermiere

L’Asst Crema ha indetto un concorso pubblico, per titoli ed esami, finalizzato...