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Ausl Piacenza, avanzate 38 richieste di recesso e risoluzione del rapporto di lavoro in due mesi: fisiologico turnover o spia di disagio diffuso?

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“Diversi dipendenti a tempo indeterminato. Presa d’atto delle richieste di recesso e risoluzione del rapporto di lavoro. Periodo: marzo-aprile 2025“. E’ impietosa la sintesi con cui la determinazione dirigenziale l’Ausl Piacenza ha reso nota l’uscita di scena volontaria di molti suoi professionisti. Un numero, quello relativo alle cessazioni del rapporto di lavoro nel bimestre indicato, “del tutto in linea con gli andamenti degli anni precedenti”.

Parliamo di 38 richieste formalizzate in 60 giorni, alcune delle quali con effetto immediato, altre che invece diverranno effettive nei prossimi mesi. E parliamo di figure professionali diverse (medici, infermieri, psicologi, tecnici sanitari, fisioterapisti, ostetriche, assistenti sociali). Così come diverse sono le motivazioni addotte: pensionamenti (nella metà dei casi), trasferimenti verso altre aziende sanitarie o dimissioni volontarie per ragioni personali o professionali.

C’è chi, confrontando tali richieste col numero complessivo di lavoratori in forza all’Ausl Piacenza, ritiene si tratti di un fisiologico turnover. Ma c’è pure chi non la pensa così. Gianmaria Pighi, segretario generale di Uil Fpl Piacenza, ad esempio: “Nella sanità pubblica non esiste solo un nodo economico, legato agli stipendi. Credo che esista anche un bisogno di andare a stare meglio. Un secondo nodo legato ai ritmi lavorativi, alla sensazione avvertita di un’emergenza continua”.

Redazione Nurse Times

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