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Asl Città di Torino: la continuità delle cure con le COT

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L’Asl Città di Torino è in prima linea nella gestione del post-ricovero grazie al successo delle centrali operative territoriali (COT), che rappresentano una rivoluzione organizzativa, garantendo la continuità delle cure ai pazienti fragili, coordinando il passaggio dai reparti ospedalieri ai servizi territoriali per assicurare un’assistenza costante e personalizzata direttamente a domicilio o nei distretti sanitari.

La COT Continuità delle Cure, nello specifico, è impegnata nella gestione dei percorsi di continuità ospedale-territorio e svolge funzioni di recepimento delle segnalazioni di continuità delle cure dei residenti/domiciliati, provenienti dai pronto soccorso e dai reparti ospedalieri dei presidi dell’Asl Città di Torino e delle aziende ospedaliere di Torino e cintura, oltre che dai distretti sanitari.

Il lavoro della COT si integra con la Residenzialità DIRMEI (Dipartimento interaziendale funzionale, a valenza regionale, malattie ed emergenze infettive) per la mappatura quotidiana dei posti letto disponibili, con la COT Residenzialità per programmare gli inserimenti degli anziani non autosufficienti in RSA, con la COT Cure domiciliari per il rientro a domicilio con supporto medico-infermieristico (ADI) e con la COT Protesica-Integrativa per la fornitura di ausili.

Grazie agli investimenti del PNRR e alla programmazione regionale, l’Asl Città di Torino ha implementato un innovativo modello hub-and-spoke: una “cabina di regia” centrale coordina sette punti specializzati (spoke), che si occupano di tutto ciò che serve al paziente una volta uscito dall’ospedale (dalle cure domiciliari alla assistenza protesica, fino alla residenzialità nelle RSA).

Una volta ricevute le segnalazioni, la COT Continuità delle Cure attraverso il proprio team multiprofessionale esamina la domanda, effettua una valutazione del bisogno assistenziale dei pazienti segnalati e attiva i servizi e le risorse del territorio che possono rispondere in modo appropriato alla richiesta ricevuta.

La COT reperisce i posti letto disponibili nelle strutture di continuità assistenziale a valenza sanitaria (CAVS) e nelle RSA per ricoveri brevi, e programma l’inserimento dei pazienti, concordandolo con l’ospedale segnalante. Dalla data di dimissibilità ospedaliera, l’inserimento avviene in media in soli due giorni per le strutture CAVS e appena un giorno per le RSA.

In particolare, nel 2025 sono stati effettuati 2.146 inserimenti nei CAVS e 2.269 nelle RSA per ricoveri temporanei, con un incremento rispetto al 2024 rispettivamente di 214 ricoveri in CAVS e 226 ricoveri in RSA, grazie ad una ottimizzazione dei tempi di ricovero. A questo si aggiungono i 1.223 cittadini hanno beneficiato dell’attivazione immediata delle cure domiciliari (ADI) al rientro dall’ospedale, per un totale di oltre 5.600 interventi.

Nella COT è assicurata la presenza quotidiana di una coordinatrice infermieristica, quattro infermieri, un medico, un assistente sociale e tre figure amministrative. Per garantire la continuità delle cure personalizzate del paziente, una volta inserito in struttura, sono assegnati quattro Infermieri: due al CAVS di via Farinelli, con 177 posti letto; uno al CAVS di via Botticelli, per 60 posti letto; uno al CAVS ospedale di Settimo, per 40 posti letto.

Lungo tutto il percorso il cittadino non viene mai lasciato solo. Una volta segnalato dal medico di medicina generale, dai pronto soccorso o dai reparti ospedalieri dei presidi torinesi, oltre che dai distretti sanitari, un team multiprofessionale (medici, infermieri, assistenti sociali) disegna un progetto di cura personalizzato.

Il personale infermieristico dedicato segue il paziente anche dopo l’inserimento nelle strutture (come via Farinelli, via Botticelli o l’Ospedale di Settimo), garantendo che la cura non si interrompa mai. Tale approccio proattivo ha permesso di superare, senza sostanziali criticità per i pronto soccorso, il periodo delle festività natalizie, fine e inizio anno, aumentando la recettività dei reparti ospedalieri e contenendo il sovraffollamento dei pronto soccorso.

La COT di Governo, invece, monitora quotidianamente le degenze medie dei reparti, i boarding dei pronto soccorso dell’Asl Città di Torino e gli inserimenti nei CAVS e nelle RSA, condividendo settimanalmente i dati con le direzioni dei presidi ospedalieri, dei pronto soccorso e del dipartimento di Area medica, affinché si adottino misure di efficientamento. Il monitoraggio ha evidenziato una significativa riduzione nel 2025 del 21% del boarding rispetto all’anno precedente e del 20% della degenza media in area geriatrica.

“Il successo delle nostre centrali operative territoriali – dichiara Carlo Picco, direttore generale Asl Città di Torino – è la dimostrazione di come una visione strategica, supportata dai fondi del PNRR e dalla programmazione regionale, possa trasformarsi in un beneficio diretto e immediato per il cittadino. Il mio ringraziamento va a tutto il nostro personale che ogni giorno, con un impegno instancabile, trasformano il concetto di continuità delle cure in una realtà sicura e umana”.

“I risultati raggiunti dall’Asl Città di Torino nel 2025 – afferma Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte – rappresentano un modello di eccellenza per tutta la sanità piemontese e dimostrano come la rivoluzione organizzativa delle COT sia una realtà concreta al servizio dei cittadini. Questa è la sanità che vogliamo: una rete che non lascia mai solo il paziente nel passaggio delicato dall’ospedale al territorio”.

Redazione Nurse Times

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