La nomina dell’infermiere Giovanni Grasso, da nove anni presidente di Opi Arezzo, a commissario straordinario pro tempore dell’Ars, l’Agenzia Regionale di Sanità della Toscana, ha scatenato un’acceso dibattito a distanza tra professioni sanitarie.
I dieci Ordini dei medici della Toscana hanno infatti espresso “forti perplessità sulla nomina”, attraverso una breve nota sottoscritta da tutti i presidenti provinciali. Ma anche i sindacati regionali della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria non hanno digerito la nomina di Grasso manifestando il proprio dissenso con parole ancora più dure: “Non sembra che il candidato prescelto sia dotato, per quanto noto, dei requisiti minimi per la copertura del ruolo”. E hanno chiesto “un approccio che richiami alla selezione tra curricula in trasparenza e imparzialità, consentendo a più candidati di concorrere”.
In tutt’altra direzione vanno le dichiarazioni degli Ordini delle professioni infermieristiche della Toscana: “Esprimiamo le nostre congratulazioni a Giovanni Grasso per la nomina a commissario straordinario dell’Ars. È un riconoscimento importante per la sua professionalità e, più in generale, per il ruolo sempre più centrale che la professione infermieristica è chiamata a svolgere nel sistema sanitario. La scelta di affidare per la prima volta la guida dell’Ars a un professionista infermieristico testimonia l’evoluzione della nostra professione. Siamo certi che Grasso saprà mettere a disposizione dell’Ars la propria esperienza e sensibilità, con un approccio attento all’innovazione e ai bisogni dei territori”.
Il dibattito in sede politica
L’affidamento dell’incarico a Grasso è stato oggetto di discussione pure in ambito politico. A tal proposito è opportuno ricordare che appena tre mesi fa Grasso era candidato, come capolista di Casa Riformista, alle elezioni comunali di Arezzo, ma nonostante 900 voti non era riuscito a entrare in Consiglio. Stesso esito nelle regionali dello scorso ottobre, quando non gli erano bastate 2.500 preferenze per essere eletto.
Ora l’opposizione di Centrodestra denuncia “logiche di spartizione politica”, sottolineando come nel curriculum del presidente di Opi Arezzo non emergano specifiche attività di ricerca, elemento centrale nella missione dell’Ars. Il governatore della Toscana, Eugenio Giani, difende invece la scelta, precisando: “Credo che su questa vicenda si sia fatta molta confusione. Grasso è commissario straordinario. Il ruolo scientifico all’interno dell’Ars toccherà a un direttore che verrà scelto con una selezione. Ci tengo a dire che gli infermieri sono operatori sanitari di serie A”.
La nota del diretto interessato
Grasso, dal canto suo, ha commentato le discussioni sulla sua nomina a commissario straordinario dell’Ars Toscana con una nota che recita: “Ringrazio i medici firmatari per il contributo al dibattito e, soprattutto, per le parole con cui hanno riconosciuto la mia esperienza organizzativa, gestionale e amministrativa, maturata negli anni all’interno di strutture sanitarie”.
E ancora: “Apprezzo inoltre che sia stato chiarito un principio per me particolarmente importante: la guida dell’Ars non è una prerogativa della professione medica e può essere affidata anche a un infermiere, così come ad altri professionisti, sulla base delle competenze e del percorso maturato. È un riconoscimento significativo non solo personale, ma per l’intero sistema delle professioni sanitarie”.
Sempre Grasso: “Credo sia però utile ricordare la natura dell’incarico che mi è stato affidato. Sono stato nominato commissario straordinario dell’Ars Toscana in una fase di riorganizzazione dell’Agenzia. Il compito del commissario è quindi quello di governare e accompagnare questo percorso dal punto di vista organizzativo, gestionale e amministrativo, non quello di sostituirsi alle specifiche competenze tecnico-scientifiche”.
Prosegue la nota: “L’Ars dispone e continuerà a disporre di direttori, professionisti e dipendenti con profili altamente qualificati, ai quali competono le attività epidemiologiche, statistiche, di ricerca, analisi e valutazione proprie dell’Agenzia. Il valore di un’organizzazione complessa sta proprio nella capacità di mettere insieme competenze differenti e valorizzarle, non nel concentrarle in un’unica figura. Accolgo quindi anche le osservazioni critiche come uno stimolo a dimostrare con il lavoro, i risultati e la capacità di ascolto la bontà della scelta compiuta.
Conclude Grasso: “Infine rinnovo il mio ringraziamento al presidente Eugenio Giani per la fiducia che ha voluto accordarmi. Una fiducia che sento come una grande responsabilità e alla quale intendo rispondere con impegno, serietà, umiltà e piena disponibilità al confronto, nell’unico interesse che deve guidare tutti noi: la salute e la qualità dell’assistenza dei cittadini toscani”.
Redazione Nurse Times
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