Negli ultimi giorni è salito a 29 il numero dei casi di sospetta meningite acuta nel Regno Unito, in seguito a un focolaio “senza precedenti” che si è diffuso tra i giovani di alcune università e scuole del Kent, nel Sud dell’Inghilterra. Il numero di morti resta invece fermo a due, uno studente di 21 anni e una studentessa di 18. Lo rende noto la UK Health Security Agency, organismo incaricato di sorvegliare la sicurezza sanitaria nazionale, che precisa di “non poter ancora confermare che l’epidemia sia stata circoscritta”. La possibile occasione di esposizione è stata identificata in una discoteca di Canterbury tra il 5 e il 7 marzo.
Ecdc: “Basso rischio di estensione nell’Ue”
Rassicurazioni sulla possibilità che l’epidemia di meningite possa estendersi all’Unione Europea arrivano invece da una nota del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che parla di “rischio molto basso, data la bassissima probabilità di esposizione e infezione”.
Le infezioni sono dovute al batterio Neisseria meningitidis, che in genere causa focolai circoscritti “a piccoli gruppi attorno ai casi accertati o in luoghi dove si radunano molte persone”, rileva ancora l’agenzia europea, aggiungendo che, “sebbene possano verificarsi alcuni casi secondari tra i contatti stretti dei casi accertati, la meningite non si diffonde nella comunità, come ad esempio un virus respiratorio”. Per questa ragione è improbabile l’espansione dell’infezione al resto d’Europa.
Ciononostante, i medici europei non dovrebbero escludere tale possibilità nel caso di soggetti che hanno viaggiato nelle aree interessate dall’infezione. Secondo gli ultimi dati dell’Ecdc, nell’Unione Europea e nello Spazio Economico Europeo, nel 2024 si sono verificati 2.263 casi di malattia meningococcica invasiva, di cui 202 fatali. Il sierogruppo B ha rappresentato il 55% dei casi.
Rassicurazioni e raccomandazioni del ministero della Salute
“In Italia, al momento, non sono segnalati casi correlati al focolaio di meningite in Gran Bretagna. Abbiamo comunque inviato una nota informativa a Regioni e Province autonome per rafforzare le attività di sorveglianza e garantire la tempestiva individuazione di eventuali casi sospetti, in particolare tra persone con recente viaggio nel Regno Unito. Si ricorda che la malattia meningococcica è rara, ma può avere un decorso grave”. Così Maria Rosa Campitiello, capo Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del ministero della Salute.
Queste le raccomandazioni del ministero a Regioni e Province autonome:
- rafforzare la valutazione epidemiologica dei casi di malattia meningococcica invasiva, con particolare attenzione a soggetti con storia recente di viaggio nel Regno Unito (area di Canterbury/Kent);
- garantire la tempestiva identificazione e gestione di eventuali contatti stretti di caso, che dovranno ricevere chemioprofilassi ed eventuale vaccinazione contro meningococco B qualora non precedentemente vaccinati ed essere monitorati per almeno dieci giorni dall’ultima esposizione;
- eventuali soggetti esposti devono ricevere chemioprofilassi e vaccinazione contro meningococco B se non precedentemente vaccinati;
- assicurare la segnalazione tempestiva di eventuali casi di meningite ai sistemi di sorveglianza nazionali;
- favorire, ove possibile, attività di tipizzazione molecolare e sequenziamento anche attraverso il supporto, ove necessario, del Laboratorio di riferimento nazionale per la malattia invasiva da meningococco presso il dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità per il monitoraggio dei cluster.
Redazione Nurse Times
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