Ha evitato una tragedia, salvando la vita a un 63enne colto da malore durante una partita di padel tra amici a Napoli. Natascia Maraniello, infermiera 33enne dell’ospedale Cardarelli (team di Neurochirurgia – Dipartimento dell’emergenza e dell’area critica, diretto dal dottor Claudio Schonauer), siè rivelata la persona giosta nel posto giusto. E al momento giusto, soprattutto.
Da noi contattata, ha così ricordato quegli attimi concitati: “Stavo giocando a padel con le mie amiche, quando nel campo adiacente un uomo si è improvvisamente sentito male ed è caduto a terra. Notando l’agitazione dei suoi amici, sono accorsa per capire cosa stesse addadendo. Inizialmente sembrava trattarsi di una crisi vagale o epilettica, ma la sintomatologia non mi era ben chiara. Il quadro era compatibile con una fibrillazione ventricolare, senza polso”.
A quel punto le cose sembravano prendere una brutta piega, ma Natascia non si è data è per vinta: “Quando l’uomo ha perso conoscenza ho subito iniziato a praticargli le manvre di rianimazione cardiopolmonare, che però non hanno prodotto i risultati attesi. Allora ho chiesto che qualcuno mi portasse il defibrillatore presente nella struttura e, dopo aver posizionato le placche, ho erogato la scarica consigliata sul display. Dopo neanche un minuto, l’uomo si è ripreso e il suo polso è tornato apprezzabile”.
Un intervento provvidenziale, dunque, in attesa dei rinforzi. “Gli sono rimasta vicino fino all’arrivo dei soccorsi. Poi è stato trasportato al Cardarelli e sottoposto ad angioplastica. Ora è fuori pericolo, grazie anche all’azione fondamentale del defibrillatore. Ancora adesso mi emoziono quando ne parlo. Sono stati momenti di forte agitazione, ma per fortuna tutto è andato bene e sono contenta di aver dato una mano”.
La vicenda che ha visto protagonista Natascia è la conferma delle competenze avanzate che gli infermieri italiani sviluppano durante il percorso di studi: “La nostra formazione prevede aggiornamento continuo, esperienza clinica, crescita professionale permanente. Purtroppo, nonostante una preparazione di alto livello, noi infermieri non siamo adeguatamente valorizzati, anche a livello economico”.
E proprio su quest’ultimo tema Natascia è impegnata personalmente in veste di sindacalista: “La valorizzazione del personale sanitario passa dal rinnovo dei contratti collettivi, che rappresenta un impegno costante della Cisl Fp, organizzazione sindacale alla quale appartengo come componente Rsu all’interno dell’ospedale Cardarelli”.
L’infermiera napoletana tiene poi lanciare un altro messaggio: “Vorrei che la vicenda da me vissuta potesse incentivare non solo la presenza del defibrillatore nei luoghi pubblici, ma pure la formazione al suo utilizzo da parte di tutti, non solo di chi lavora in campo sanitario. Ad aiutare quell’uomo, l’altro giorno, c’ero io, ma la prossima volta potrebbe non esserci un infermiere. E allora sarebbe importante che chiunque altro potesse intervenire”.
Ora per Natascia si parla anche di un possibile encomio, come proposto da Opi Napoli: “Per me sarebbe ovviamente un riconoscimento importante, da condividere con tutti gli infermieri e le infermiere che ogni giorno, in silenzio, contribuiscono a salvare vite negli ospedali, ma anche fuori. Ci tengo a ringraziare l’Ordine e, in particolare, la presidente Teresa Rea, persona di grande sensibilità, che tra le prime mi ha contattato dopo quanto accaduto, dimostrando attenzione sincera verso la nostra categoria professionale”.
Redazione Nurse Times
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