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Sanità Lazio, varato il sistema Pai. Governatore Rocca: “Aiuta infermieri a pianificare interventi e riduce errori”

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“Siamo i primi In Italia a introdurre il sistema del Piano assistenziale individualizzato (Pai). Questa iniziativa si inserisce in una visione più ampia e in un’operazione culturale alla quale crediamo molto e che stiamo portando avanti: restituire piena dignità, importanza e riconoscimento alla figura professionale dell’infermiere. Parliamo di professionisti che oggi si formano attraverso percorsi universitari di eccellenza e percorsi post-universitari, e ai quali va riconosciuto un ruolo sempre più centrale, anche con maggiori responsabilità nella presa in carico dei cittadini”. Così Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, in un’intervista rilasciata al Messaggero.

“Stiamo anche investendo – ha spiegato Rocca – sulla figura dell’infermiere di famiglia e di comunità, che sarà centrale quando saranno pienamente operative le case della comunità, gli ospedali di comunità e le centrali operative territoriali (Cot), cioè dentro un nuovo modo di intendere la sanità del territorio. In questo modello l’infermiere è centrale perché, accanto a un’altissima competenza tecnica, svolge anche un ruolo insostituibile sul piano umano, relazionale e di accompagnamento delle persone. In questo quadro si inserisce l’introduzione del Pai, che rappresenta uno strumento concreto per rafforzare ulteriormente il ruolo degli infermieri nella presa in carico dei pazienti, migliorando la qualità dell’assistenza e garantendo maggiore uniformità negli interventi”.

E ancora: “Il modello Pai supporta gli infermieri a inquadrare meglio il paziente e a pianificare gli interventi, riducendo la variabilità nelle decisioni. Introduce un linguaggio comune e rende il lavoro più coordinato tra professionisti e strutture diverse. Inoltre rafforza la tutela del personale: le decisioni sono tracciate e basate su evidenze scientifiche e standard internazionali, come la classificazione NANDA, con benefici anche sotto il profilo medico-legale. Un elemento fondamentale sarà la formazione: questa introduzione sarà infatti accompagnata da un percorso formativo, che verrà garantito sia dalla Regione Lazio sia dall’Opi Roma, per assicurare un utilizzo corretto e uniforme del sistema”.

Ha aggiunto Rocca: “Il sistema, inoltre, nasce per ridurre gli errori, soprattutto quelli legati alla mancanza di informazioni o alla variabilità nelle decisioni. L’utilizzo di algoritmi e criteri oggettivi aiuta a rendere le scelte più coerenti e basate su dati. Oggi non esiste una percentuale precisa di riduzione degli errori, ma proprio la digitalizzazione e la raccolta sistematica dei dati permetteranno di misurare questi aspetti nel tempo e di migliorare progressivamente la qualità dell’assistenza”.

Sempre Rocca: “I benefici economici del modello Pai ci sono, anche se indiretti. Il modello consente una migliore e corretta allocazione dei pazienti e delle risorse per l’assistenza infermieristica grazie a una lettura più chiara dei bisogni assistenziali. Garantendo ai cittadini una corretta presa in carico e gestione al domicilio, o in altri setting intermedi, consente oltre ad offrire una assistenza appropriata nel luogo più appropriato, ma anche di ridurre una riduzione il ricorso alla struttura ospedaliera. Migliora l’efficienza dei processi, riduce duplicazioni e contribuisce alla diminuzione del contenzioso, perché aumenta la tracciabilità e la coerenza delle decisioni. Tutto questo, nel medio periodo, si traduce in meno sprechi e in un utilizzo più efficace delle risorse professionali, strutturali e di processo”.

Rocca ha anche parlato di come contrastare la carenza dei medici, soprattutto quelli della medicina d’urgenza: “Siamo intervenuti su due fronti molto chiari. Il primo è quello delle assunzioni. Abbiamo varato il più grande piano assunzionale degli ultimi vent’anni: 14mila nuovi professionisti sanitari, con un investimento complessivo di oltre 660 milioni di euro. È un intervento strutturale, che serve a rafforzare il sistema e a dare risposte concrete alla carenza di personale, in particolare nei settori più critici. E poi abbiamo stanziato risorse aggiuntive per riconoscere indennità specifiche ai professionisti dell’emergenza-urgenza, proprio per valorizzare chi lavora nelle condizioni più complesse e rendere questi ambiti più attrattivi”.

Ha concluso Rocca: “Il secondo fronte è quello dell’organizzazione. Strumenti come la cartella clinica elettronica e il modello Pai ci permettono di utilizzare meglio le risorse disponibili, ridurre i carichi impropri e migliorare l’efficienza del lavoro quotidiano.  L’obiettivo è duplice: aumentare il personale, ma anche mettere i professionisti nelle condizioni di lavorare meglio, con strumenti adeguati e processi più semplici e strutturati”.

Redazione Nurse Times

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