Di seguito un comunicato stampa dell’Accademia Italiana Emergenza Sanitaria (AIES).
Contrariamente a quanto sostenuto da alcuni operatori, anche per le note polemiche piemontesi dell’ultimo periodo, le evidenze scientifiche internazionali dimostrano che i mezzi di soccorso infermieristici, all’interno di un sistema strutturato, garantiscono elevati standard di sicurezza e appropriatezza clinica.
“Ad oggi non esistono studi scientifici che dimostrino compromessi nella sicurezza dei cittadini con modelli infermieristici integrati – dichiara il dottor Yari Barnabino, referente di profilo infermieristico di AIES -. Gli infermieri non sono una soluzione di ripiego, ma professionisti con competenze specifiche riconosciute dalle principali linee guida internazionali di emergenza-urgenza. Il loro impiego sul territorio non è messo in dubbio da nessuna pubblicazione ad oggi accettata dalla comunità scientifica”.
In Regione Piemonte i mezzi infermieristici operano in sinergia con i mezzi tipo 2 (con medico) e con l’HEMS (elisoccorso). Tuttavia la vera sfida è sistemica: “I modelli organizzativi – prosegue il referente AIES – sono uno strumento per produrre esiti clinici, ma ad oggi fatichiamo a misurarli e a ragionare su di essi adattando continuamente i modelli. La domanda corretta non è dove mettere il medico, ma quale modello organizzativo produce i migliori outcome per i cittadini”.
Questo è il vero dibattito che serve: non difesa di corporativismi, ma ricerca rigorosa di modelli effettivi basati su standard scientifici internazionali. “Come AIES, sosteniamo da sempre che la soluzione per un sistema di soccorso evoluto e al servizio dei cittadini sia la coevoluzione dei professionisti, superando i campanilismi”, dichiara Roberto Romano, presidente di Aies.
E ancora: “Continuare a discutere su quale professionista sia migliore di un altro nel setting dell’emergenza territoriale, invece di parlare di modelli integrati dove le competenze siano tutte spese al massimo delle possibilità, equivale a parlare del nulla assoluto e, quel che è peggio, farlo con scopi probabilmente non volti alla tutela della salute pubblica, ma con logiche stantie e corporativistiche che dovrebbero, una volta per tutte, se non uscire, vedersi ritagliato un posto molto marginale nel dibattito”.
AIES, come sempre, si rende disponibile a dare supporto scientifico a tutti gli interlocutori, al fine di raggiungere il miglior risultato possibile per la cittadinanza.
Redazione Nurse Times
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