Home Infermieri A rischio l’indennità di confine per arginare la fuga in Svizzera di medici e infermieri lombardi: mancano le risorse
InfermieriNT NewsProfilo professionale

A rischio l’indennità di confine per arginare la fuga in Svizzera di medici e infermieri lombardi: mancano le risorse

Condividi
Bonus per i sanitari di confine e imposta per i vecchi frontalieri: un doppio provvedimento che divide
Condividi

Torna a far discutere la questione dell’indennità di confine che si vorrebbe aggiungere in busta paga per medici e infermieri operanti nei territori lombardi vicini alla Svizzera. Un provvedimento mirato ad arginare il trasferimento dei professionisti sanitari nel Paese rossocrociato, dove gli stipendi sono molto più alti rispetto all’Italia.

Secondo quanto riferito da La Provincia di Como, a frenare il bonus sarebbero i fondi a disposizione, da rimediare attraverso la cosiddetta “tassa della salute”, ossia un contributo versato dai “vecchi frontalieri”, di recente discusso dal Consiglio di Stato del Canton Ticino, che ha deciso il blocco parziale dei ristorni derivanti dal suo ricavato. 

Ad annunciare la possibile introduzione dell’indennità di confine era stato in aprile l’assessore regionale agli Enti locali della Lombardia, Massimo Sertori, che l’aveva così quantificata: “I medici e gli infermieri che operano nei territori lombardi al confine con la Svizzera otterranno un aumento di stipendio del 20%, quantificabile rispettivamente in circa 10.000 euro e 5.400 euro all’anno”.

Per poi precisare: “L’aumento sarà finanziato con un contributo dei ‘vecchi frontalieri’, i quali concorreranno con il 3% della paga netta. In sostanza, a fronte di uno stipendio netto mensile di 4.000 euro, il contributo sarà di 120 euro: risorse che aiuteranno a garantire per sé e per la propria famiglia l’assistenza sanitaria sul territorio”.

A quanto pare, tuttavia, Sertori non aveva fatto i conti con le risorse realmente disponibili. Sempre secondo La Provincia di Como, sarebbero 1.350 gli infermieri in servizio nell’Asst Lariana e circa 700 i medici negli ospedali del Comasco, per un totale che si aggira sui 7,3 milioni all’anno. Tra le province di Sondrio e Varese, poi, l’indennità di confine dovrebbe riguardare circa 7mila professionisti sanitari.

La preoccupazione degli addetti ai lavori è sintetizzata dalle parole di Monica Trombetta, segretaria provinciale e regionale del sindacato infermieristico Nursing Up : “Nell’ultimo incontro di giugno la Regione Lombardia ci ha detto che per ora non ci sono i fondi e che, senza finanziamenti, a settembre l’indennità non arriva”.

Un’altra questione poi è la possibile disparità salariale generata dall’indennità rispetto alla busta paga dei dipendenti sanitari pubblici nelle altre province, o addirittura rispetto a quella dei medici del settore privato accreditato. Anche per questo la situazione è in una fase di stallo.

Redazione Nurse Times

Articoli correlati

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
NT News

Liste di attesa: miglioramento generale nel primo semestre 2026, ma restano forti criticità. I dati del Bollettino Agenas

È online il numero 0 del Bollettino trimestrale Agenas sul monitoraggio delle...

MediciNT News

Reintegro medici no vax, l’emendamento della discordia esce dall’ordine del giorno

Maggioranza divisa, tensioni Schillaci-Gemmato e dubbi del Quirinale frenano il provvedimento. La...