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Carcere di Foggia, infermiera aggredita da detenuto con manico di scopa. I colleghi: “Si intervenga subito, prima che ci scappi il morto”

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Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa a cura degli Infermieri del carcere di Foggia.

Ancora violenza all’interno della casa circondariale di Foggia. Nella giornata di lunedì un’infermiera in servizio è stata brutalmente aggredita da un detenuto straniero che, dopo aver divelto il manico di una scopa, lo ha utilizzato per colpirla ripetutamente.

Solo il tempestivo intervento di altri detenuti ha evitato conseguenze ben più gravi. infermiera, visibilmente scossa e dolorante, è stata immediatamente assistita dai colleghi della medicheria. Il medico di turno ne ha disposto l’invio al Pronto soccorso del Policlinico Riuniti di Foggia, dove le sono stati riscontrati diversi traumi da percosse, giudicati guaribili in sette giorni.

L’episodio rappresenta l’ennesima aggressione ai danni del personale sanitario operante all’interno del carcere di Foggia, una struttura nella quale, secondo numerose segnalazioni degli infermieri, episodi di violenza verbale e fisica si verificano con preoccupante frequenza.

Da tempo gli operatori denunciano una situazione sempre più critica, caratterizzata da condizioni di lavoro difficili e da evidenti carenze organizzative. Diverse comunicazioni formali sarebbero state inviate alla direzione aziendale e al coordinamento infermieristico del carcere di Foggia per chiedere interventi urgenti finalizzati a garantire maggiore sicurezza agli operatori. Tuttavia, ad oggi, non sarebbero stati adottati provvedimenti concreti.

Solo pochi giorni fa gli stessi infermieri avevano segnalato la mancanza del medico di turno durante la giornata di domenica, evidenziando ulteriori criticità nell’organizzazione dell’assistenza sanitaria all’interno dell’istituto penitenziario. A distanza di poche ore è arrivata una nuova e grave aggressione.

Gli operatori sanitari chiedono ora risposte immediate, un rafforzamento delle misure di sicurezza, un incremento del personale e l’adozione di protocolli efficaci per la prevenzione delle aggressioni: “Non possiamo continuare a lavorare con la paura di non tornare a casa. Ogni segnalazione rimasta inascoltata aumenta il rischio che episodi come questo possano trasformarsi in tragedie. È necessario intervenire subito per tutelare chi ogni giorno garantisce il diritto alla salute anche negli istituti penitenziari”.

Si auspica che sull’accaduto vengano avviati tutti gli accertamenti necessari e che le istituzioni competenti adottino con urgenza misure concrete per garantire la sicurezza del personale sanitario operante nelle carceri.

Redazione Nurse Times

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