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Croce Rossa: le infermiere volontarie diventano «crocerossine»

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Due crocerossine della Croce Rossa Italiana in un’immagine illustrativa dedicata al cambio di denominazione previsto dalla riforma del Governo
Riforma della Croce Rossa Italiana: il Corpo delle infermiere volontarie assume la nuova denominazione di Corpo delle crocerossine, secondo lo schema approvato in via preliminare
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Il Governo approva in via preliminare la riforma della CRI: nuova denominazione, ruolo unico, formazione e vigilanza della Difesa

7 novembre 2026. La Croce Rossa Italiana cambia volto e denominazione. Il Corpo delle infermiere volontarie sarà ufficialmente ribattezzato Corpo delle crocerossine. È una delle principali novità contenute nel decreto legislativo approvato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri il 5 novembre 2026.

La riforma, proposta dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dai ministri Guido Crosetto (Difesa) e Orazio Schillaci (Salute), interviene sull’organizzazione dei due Corpi ausiliari delle Forze armate della Croce Rossa Italiana.

Il provvedimento dà attuazione alla legge 1° aprile 2026, n. 48, e introduce importanti modifiche riguardanti denominazioni, competenze, formazione, arruolamento e vigilanza ministeriale.

Si tratta, al momento, di un’approvazione preliminare: il decreto dovrà completare il proprio iter prima dell’entrata in vigore.

Addio alla denominazione «infermiere volontarie»: nasce il Corpo delle crocerossine

La novità di maggiore interesse per le professioni sanitarie riguarda la sostituzione della denominazione storica «Corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana» con quella di «Corpo delle crocerossine».

Non si tratta soltanto di una modifica formale.

Il nuovo testo ridefinisce le attività del Corpo, individuandone la funzione nell’assistenza e nel conforto agli infermi e alle persone vulnerabili in ambito socio-sanitario.

La scelta legislativa contribuisce inoltre a distinguere più chiaramente la figura della crocerossina dalla professione sanitaria di infermiere, disciplinata da uno specifico percorso universitario abilitante e dall’iscrizione all’Ordine professionale.

Crocerossine e infermieri laureati: la distinzione delle competenze

Il cambiamento rappresenta un passaggio particolarmente significativo per il mondo infermieristico.

La precedente denominazione aveva alimentato negli anni un confronto sulle competenze delle volontarie della Croce Rossa e sui confini rispetto all’esercizio della professione infermieristica.

Occorre precisare che il diploma di crocerossina non equivale automaticamente alla laurea in Infermieristica, né sostituisce i requisiti previsti per l’esercizio ordinario della professione sanitaria.

Il decreto ministeriale 14 settembre 1994, n. 739, e la legislazione sulle professioni sanitarie individuano infatti un percorso formativo e abilitante specifico.

Restano da considerare le disposizioni speciali che regolano le attività dei Corpi ausiliari delle Forze armate nei rispettivi contesti di impiego.

Nuova formazione: percorso massimo di due anni

La riforma prevede anche una revisione della formazione delle crocerossine.

Il percorso per ottenere il relativo diploma avrà una durata massima di due anni e potrà svolgersi presso i comitati della Croce Rossa Italiana, gli ospedali civili e militari e gli ambulatori.

Secondo lo schema di decreto, l’accesso sarà riservato alle socie CRI di età compresa fra 18 e 65 anni, in possesso del diploma di scuola secondaria superiore.

È inoltre prevista la possibilità di valorizzare i crediti formativi acquisiti nell’eventuale successiva iscrizione a un corso universitario di laurea in Infermieristica, secondo le disposizioni applicabili.

Il riconoscimento dei crediti non determina tuttavia il conseguimento automatico del titolo universitario o dell’abilitazione professionale.

Corpo militare volontario: ruolo unico e nuove regole

Il decreto interviene anche sul Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana.

È prevista l’istituzione di un ruolo unico, costituito da personale volontario in congedo e articolato in due sezioni: personale direttivo e personale di assistenza.

Fra le categorie direttive figurano medici, odontoiatri, farmacisti, veterinari, dirigenti infermieri, psicologi, biologi, fisici, chimici e commissari.

Vengono inoltre riviste le procedure di arruolamento, la progressione nei gradi, lo stato giuridico e le disposizioni disciplinari.

L’Ispettore nazionale sarà nominato con decreto del Presidente della Repubblica, con incarico quadriennale rinnovabile una sola volta consecutivamente.

La posizione della FNOPI: valorizzare tutti gli infermieri

Un aspetto meritevole di attenzione riguarda la presenza degli infermieri nel personale direttivo del Corpo militare volontario.

Già nel marzo 2026 la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) aveva espresso perplessità sulla previsione che individua soltanto i dirigenti infermieri tra le categorie direttive.

La Federazione aveva evidenziato il rischio di escludere dal ruolo degli ufficiali altri infermieri in possesso di adeguata qualificazione accademica.

La questione rimane rilevante perché il nuovo schema continua a fare riferimento ai dirigenti infermieri. Sarà quindi importante verificare se nel successivo iter saranno introdotti chiarimenti o modifiche.

Maggiore vigilanza del Ministero della Difesa

La riforma rafforza e disciplina espressamente la vigilanza del Ministero della Difesa sull’organizzazione e sul funzionamento dei servizi ausiliari delle Forze armate svolti dalla Croce Rossa Italiana.

I controlli riguarderanno la rispondenza dei servizi alle esigenze operative militari e il corretto utilizzo delle risorse finanziarie.

Le convenzioni stipulate con il Ministero della Difesa regoleranno anche la formazione dei soccorritori militari.

Il riordino dovrà essere attuato senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Cosa succede adesso?

Il decreto legislativo ha ricevuto il primo via libera del Governo, ma non è ancora una norma definitivamente approvata ed entrata in vigore.

Il testo dovrà completare i passaggi procedurali previsti dalla legge delega prima della sua adozione definitiva e pubblicazione.

Per il settore sanitario, la riforma rappresenta un’occasione per rendere più riconoscibili le differenti figure impegnate nell’assistenza, nel soccorso e nelle attività ausiliarie delle Forze armate.

Il passaggio dalle infermiere volontarie alle crocerossine segna quindi un cambiamento nell’identità formale del Corpo, senza cancellarne la storia e il contributo alle attività umanitarie.

Resta centrale la necessità di garantire chiarezza sulle competenze, qualità della formazione e rispetto delle qualifiche professionali, nell’interesse degli operatori e della sicurezza delle persone assistite.

Redazione Nurse Times

Fonti ufficiali

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