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CPR, con la direttiva Piantedosi cambia il peso della visita medica

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Una professionista sanitaria in divisa azzurra ascolta un uomo seduto di fronte a lei in ambulatorio.
Colloquio sanitario in ambulatorio. Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale.
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I medici delle ASL valuteranno i bisogni di cura. Per il ministro, un parere negativo da solo non impedirà il trattenimento

7 novembre 2026 – La visita medica nei CPR resta prevista, ma cambia il peso del giudizio del medico dell’ASL. Con la nuova direttiva illustrata il 5 novembre dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, la persona potrà essere trattenuta in un Centro di permanenza per il rimpatrio anche in presenza di un parere sanitario contrario. Come ha spiegato il ministro, «un eventuale parere negativo non sarà più vincolante per evitare il loro trattenimento nei centri». 

Che cosa dovrà valutare il medico dell’ASL

La direttiva del 19 maggio 2022 chiedeva al medico di rispondere a una domanda precisa: le condizioni di salute della persona sono compatibili con la permanenza nel centro? La valutazione riguardava anche i disturbi psichiatrici e le patologie acute o cronico-degenerative che richiedevano cure impossibili da garantire all’interno del CPR.

Secondo la nuova formulazione dell’articolo 3, riportata da Open sulla base del testo anticipato da Domani, il medico dell’ASL raccoglie la storia clinica, valuta i sintomi e consulta la documentazione disponibile per individuare quali cure occorre assicurare alla persona. Dopo l’ingresso, spetta ai medici del centro valutare gli ulteriori accertamenti, anche con il supporto dell’ASL competente. 

Visita entro 24 ore se la persona è già nel centro

La distinzione ha conseguenze anche sui tempi. Secondo le ricostruzioni giornalistiche⁠, la persona può entrare nel CPR prima dell’accertamento sanitario. In questo caso, l’azienda sanitaria od ospedaliera deve effettuare la visita entro 24 ore dall’ingresso. 

La stessa ricostruzione distingue la scheda clinica dalla valutazione di sintesi. Il personale di scorta consegna la prima, in busta chiusa, al medico dell’ente gestore. La seconda viene conservata dall’ufficio di polizia del centro, che può trasmetterla all’autorità giudiziaria su richiesta. 

FNOMCeO richiama i rischi legati alle condizioni di permanenza

Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, ha accolto positivamente la distinzione tra la decisione amministrativa sul trattenimento e la responsabilità clinica. Ha però indicato una condizione: il medico deve poter segnalare «ogni rischio per la salute, compreso quello che deriva da ambiente e condizioni di trattenimento». Anelli ha chiesto anche di migliorare le condizioni di permanenza nei centri. 

La direttiva arriva mentre prosegue l’inchiesta della Procura di Ravenna su presunte false certificazioni di inidoneità. Il 13 ottobre la Cassazione ha annullato con rinvio il provvedimento cautelare riguardante tre dottoresse. La decisione riguarda le misure interdittive. Il giudizio sulle accuse resta aperto. 

Per medici e infermieri il primo banco di prova è la continuità delle cure

Per chi entra in un CPR mentre segue una terapia cronica, il passaggio decisivo avviene tra la visita dell’ASL e la presa in carico nel centro. Al medico e all’infermiere che accolgono la persona servono informazioni utilizzabili subito: quale farmaco assume, quando ha ricevuto l’ultima dose e quali controlli sono già programmati.

È su questo passaggio che si potrà valutare l’applicazione della direttiva: quanto tempo trascorre tra l’individuazione di un bisogno e la cura effettivamente ricevuta, soprattutto quando occorre rivolgersi a uno specialista o a una struttura esterna.

Redazione Nurse Times
Fonti

La circolare del Ministero dell’Interno del 15 giugno 2022⁠. 

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