Al Tribunale a Rimini è scontro tra perizie per fare luce sulla vicenda di un 28enne, cameriere in una struttura ricettiva cittadina, che la sera del 6 agosto 2024 denunciò un infortunio sul lavoro. Il ragazzo si recò in Pronto soccorso per via del forte dolore al basso ventre accusato mentre scaricava alcune casse di frutta.
Da quanto emerso, al momento dell’accettazione due infermiere, di 28 e 42 anni, avrebbero omesso di rilevare i parametri vitali e sottovalutato la sofferenza del paziente, assegnandogli un codice verde. Ne seguì una lunga attesa, durante la quale le condizioni del 28enne peggiorarono al punto da rendere necessaria l’asportazione del testicolo destro in sala operatoria, a causa di una necrosi emorragica.
Attraverso una consulenza medico-legale la Procura di Rimini aveva rilevato effettive negligenze nella condotta delle infermiere, che avrebbero dovuto assegnare al paziente un più opportuno codice arancione, evitando così ritardi negli accertamenti sanitari. Secondo gli stessi consulenti tecnici, però, il dolore al testicolo sarebbe emerso diverse ore prima dell’arrivo in Pronto soccorso, rendendo irreversibile il danno ben prima dell’accettazione. Non sarebbe quindi rilevabile un nesso causale tra l’operato delle infermiere e il danno subito dal paziente.
Inoltre, sempre stando alla ricostuzione della Procura di Rimini, anche l’operato del medico di turno sarebbe stato conforme alle linee guida. Il pubblico ministero ha pertanto chiesto al gip di archiviare la posizione dei professionti coinvolti, accusati di lesioni colpose in ambito sanitario.
Di tutt’altro parere la difesa del ragazzo, che nel frattempo si è visto riconoscere dall’Inail l’infortunio sul lavoro e un’invalidità del 10%. Il suo legale si è opposto alla richiesta di archiviazione e ha chiesto l’espletamento di ulteriori indagini su quanto accaduto, anche alla luce di alcune discrepanze negli orari di registrazione del paziente in Pronto soccorso. L’ultima parola spetta ora al gip, mentre si attende la risposta dell’Ausl Romagna in merito alla richiesta di risarcimento.
Redazione Nurse Times
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