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CCNL Sanità 2025-2027, FIALS firma: «Subito risposte concrete»

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Fials Milano: "Prima di reclutare infermieri all'estero risolviamo i problemi del personale sanitario"
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Il sindacato sottoscrive l’ipotesi all’ARAN: novità su ferie, incarichi, permessi e IA. Resta aperta la vertenza sulle risorse.

La FIALS ha sottoscritto l’ipotesi di rinnovo del CCNL Sanità 2025-2027, al termine della riunione convocata il 29 luglio 2026 presso la sede dell’ARAN a Roma. Il sindacato motiva la firma con la necessità di rendere rapidamente esigibili gli aumenti economici, le nuove tutele e le modifiche normative concordate durante il negoziato.

La sottoscrizione, precisa la Federazione, non esaurisce però la vertenza per la valorizzazione del personale del Servizio sanitario nazionale. Restano aperti il problema dell’insufficienza delle risorse, il riconoscimento generalizzato del diritto alla mensa e ai buoni pasto, il rafforzamento delle indennità e il finanziamento degli incarichi professionali.

«Abbiamo scelto di firmare perché questo contratto contiene risultati concreti che devono arrivare rapidamente alle lavoratrici e ai lavoratori», dichiara il segretario generale della FIALS, Giuseppe Carbone.

La decisione arriva dopo una trattativa avviata nella primavera del 2026 e concentrata su ordinamento professionale, sistema degli incarichi, relazioni sindacali, conciliazione vita-lavoro, intelligenza artificiale e trattamento economico. Nel precedente incontro del 22 luglio erano state illustrate alle organizzazioni sindacali le tabelle degli aumenti e delle nuove indennità.

Perché la FIALS ha firmato il CCNL Sanità 2025-2027

Secondo la FIALS, il testo finale recepisce diverse proposte avanzate durante i tavoli tecnici, a partire dal rafforzamento delle relazioni sindacali e dalla necessità di rendere maggiormente omogenea l’applicazione del contratto nelle aziende sanitarie.

La firma viene quindi presentata come una scelta di responsabilità: consentire ai lavoratori di ottenere i benefici disponibili, senza rinunciare alle rivendicazioni ancora irrisolte.

«Non è un punto di arrivo e non nascondiamo i limiti determinati soprattutto dall’insufficienza delle risorse», afferma Carbone. «È però un passo avanti costruito anche grazie alla determinazione e alle proposte della FIALS».

Già prima dell’incontro conclusivo il sindacato aveva riconosciuto alcuni progressi nel negoziato, evidenziando però la necessità di intervenire sul diritto alla mensa, sulle risorse e sulla capacità del contratto di rendere più attrattivo il lavoro nel Servizio sanitario nazionale.

Regioni chiamate a intervenire entro 90 giorni

Una delle novità evidenziate dalla FIALS riguarda il sistema delle relazioni sindacali.

Le Regioni dovranno emanare entro 90 giorni, dopo il confronto con le organizzazioni firmatarie, le linee generali di indirizzo sulle materie affidate alla contrattazione decentrata.

Si tratta di un passaggio rilevante perché molte disposizioni dei contratti nazionali devono essere concretamente attuate a livello regionale e aziendale. Differenze nelle risorse disponibili, nei fondi, negli indirizzi regionali e nei tempi della contrattazione possono produrre applicazioni disomogenee tra aziende e territori.

La FIALS annuncia pertanto un’attività di vigilanza affinché la previsione non resti solo formale e venga applicata uniformemente nelle aziende sanitarie, ospedaliere e negli enti del comparto.

Incarico di base fino a 3.500 euro

Dal 2027 la contrattazione integrativa potrà destinare una quota compresa tra il 10% e il 40% delle risorse liberate dai Differenziali economici di professionalità del personale cessato all’incremento dell’incarico professionale di base.

Il suo valore potrà così essere elevato dagli attuali 1.000 euro fino a 3.500 euro annui.

La misura interessa i professionisti della salute e i funzionari e punta a rafforzare il riconoscimento economico delle competenze e delle responsabilità esercitate quotidianamente nei servizi sanitari.

Durante il negoziato, il sistema degli incarichi è stato uno dei temi maggiormente discussi. La stessa FIALS aveva chiesto regole più semplici, trasparenti ed effettivamente applicabili nelle aziende, denunciando il rischio che gli incarichi restassero un’opportunità solo teorica per una parte del personale.

Cosa cambia per infermieri e professionisti sanitari

Il nuovo contratto interviene sulle condizioni di accesso agli incarichi di funzione, riducendo da dieci a cinque anni l’esperienza richiesta al personale delle aree degli Assistenti e degli Operatori.

Viene inoltre riconosciuto il servizio professionale certificato svolto all’estero, mentre aumentano le possibilità di partecipare alle procedure di mobilità relative agli incarichi vacanti.

La sostituzione temporanea di un titolare di incarico potrà essere affidata anche a un dipendente titolare di incarico di base, individuato prioritariamente nella stessa unità operativa o nello stesso servizio e, in subordine, nello stesso dipartimento.

Per infermieri, ostetriche, professionisti sanitari, OSS, tecnici, amministrativi e personale della ricerca, l’impatto concreto dipenderà comunque dalla successiva applicazione aziendale e dalla disponibilità dei fondi decentrati.

Ferie senza penalizzazioni sulle principali indennità

Tra le novità considerate più importanti dalla FIALS figura la cosiddetta indennità ferie.

Durante il periodo di riposo sarà riconosciuta una quota delle principali indennità collegate alle condizioni di lavoro percepite dal dipendente nel semestre precedente.

L’obiettivo è evitare che il lavoratore turnista subisca una riduzione significativa della retribuzione proprio nei giorni di ferie a causa della mancata corresponsione delle componenti economiche normalmente legate a turni, notti, festivi e particolari condizioni operative.

Il tema era stato oggetto anche di numerose controversie giudiziarie. La FIALS aveva promosso iniziative legali per ottenere l’inclusione dell’indennità di turno nella retribuzione feriale, richiamando gli orientamenti della giurisprudenza nazionale ed europea.

«Le ferie non possono trasformarsi in una penalizzazione economica per chi lavora ogni giorno nei turni, nelle notti, nei festivi e nei servizi più esposti», sottolinea Carbone.

Permessi, diritto allo studio, part-time e aggressioni

Il CCNL Sanità 2025-2027 introduce anche nuove misure dedicate alla salute, alla formazione e alla conciliazione tra vita privata e attività professionale.

Tra gli interventi indicati dalla FIALS figurano:

  • ulteriori dieci ore di permesso per visite, terapie e cure nei casi disciplinati dal contratto;
  • riconoscimento vincolante dei tirocini indispensabili nell’ambito delle 150 ore per il diritto allo studio;
  • nuove priorità per l’accesso al part-time;
  • ampliamento delle possibilità di cedere ferie e riposi solidali;
  • patrocinio legale e supporto psicologico per il personale vittima di aggressioni, salvo espressa rinuncia;
  • riconoscimento di una pausa effettiva destinata al recupero psicofisico;
  • disciplina dei tempi di vestizione, svestizione e passaggio delle consegne.

Nel corso della trattativa era stato inoltre inserito nel testo il recepimento delle tutele previste dalla legge per i lavoratori affetti da patologie oncologiche, invalidanti o croniche.

Intelligenza artificiale, controllo umano e responsabilità

Un intero articolato contrattuale viene dedicato all’impiego dell’intelligenza artificiale nelle aziende sanitarie.

I principi indicati riguardano trasparenza, tutela della dignità del lavoratore, riservatezza dei dati, controllo umano sulle decisioni e impossibilità di delegare agli algoritmi le responsabilità organizzative e professionali.

La regolamentazione assume particolare importanza in un settore nel quale gli strumenti digitali possono incidere sulla gestione del personale, sull’organizzazione dei turni, sulla valutazione delle prestazioni e sui processi decisionali clinico-assistenziali.

Il titolo dedicato all’intelligenza artificiale era stato presentato dall’ARAN alle organizzazioni sindacali nella bozza aggiornata discussa l’8 luglio 2026.

Aumenti, specificità infermieristica e arretrati

Sul piano economico, il contratto definisce incrementi tabellari differenziati per area e aumenta le risorse destinate all’indennità di specificità infermieristica, estesa anche alle ostetriche, e all’indennità di tutela del malato.

Nel quadro economico presentato il 22 luglio, gli aumenti tabellari mensili indicati dalle organizzazioni sindacali variavano da 106,70 euro per il personale di supporto a 181 euro per l’area dell’elevata qualificazione. Per i professionisti della salute e i funzionari veniva indicato un incremento tabellare di 130,20 euro, al quale aggiungere le specifiche indennità spettanti.

Le tabelle riportano anche le stime degli arretrati maturati entro il 31 dicembre 2026.

Per il personale della ricerca sanitaria, al netto dell’indennità di vacanza contrattuale, il totale stimato per il biennio 2025-2026 è pari a:

  • 1.595,77 euro per il ricercatore sanitario;
  • 1.486,88 euro per il collaboratore professionale di ricerca sanitaria.

Gli importi effettivamente erogati potranno variare in base all’area, all’inquadramento, alle indennità spettanti, ai periodi lavorati e alle anticipazioni economiche già percepite.

Mensa e buoni pasto: il diritto resta da conquistare

Il nodo politico principale resta quello della mensa per il personale sanitario.

La FIALS chiede al Governo e alla Conferenza delle Regioni un intervento normativo e finanziario che garantisca il diritto al pasto a tutti i dipendenti impegnati nei turni, senza differenze determinate dalle singole aziende o dalle interpretazioni locali.

Secondo il sindacato, il pasto durante il turno non può essere considerato un costo accessorio, ma rappresenta una misura collegata alla salute, alla sicurezza e al benessere organizzativo dei professionisti che garantiscono la continuità assistenziale.

La dichiarazione congiunta allegata all’ipotesi apre il confronto in vista del rinnovo 2028-2030, ma non introduce ancora un diritto generalizzato alla mensa o al buono pasto.

Le prossime rivendicazioni della FIALS

La Federazione annuncia che continuerà a chiedere:

  • più risorse per stipendi, indennità e fondi aziendali;
  • permanenza biennale per tutti ai fini dei DEP;
  • incremento dell’indennità festiva;
  • ulteriore valorizzazione degli incarichi di base;
  • recupero a giornata intera per i titolari di incarichi di funzione;
  • finanziamento strutturale del welfare aziendale;
  • un fondo dedicato al lavoro straordinario;
  • stabilizzazione della libera professione con relativa indennità di esclusività;
  • adeguamento dell’indennità di polizia giudiziaria;
  • obbligo per le aziende sanitarie di costituirsi parte civile nei procedimenti per aggressioni al personale.

«Firmare significa rendere esigibili i risultati raggiunti», conclude Carbone. «La nostra iniziativa sindacale prosegue nelle aziende, nelle Regioni e al tavolo nazionale, per trasformare ogni previsione contrattuale in un diritto concreto e conquistare ciò che ancora manca».

Quando entrerà in vigore definitivamente il contratto

La sottoscrizione del 29 luglio riguarda l’ipotesi di CCNL e non conclude formalmente l’intero procedimento.

Prima della firma definitiva devono essere completate le verifiche sulla compatibilità economico-finanziaria e le procedure di certificazione previste per i contratti del pubblico impiego. Il decreto legislativo 165/2001 stabilisce che il contratto produce pienamente i propri effetti dalla sottoscrizione definitiva, dopo il completamento dei controlli previsti.

La successiva pubblicazione del testo integrale da parte dell’ARAN permetterà di verificare puntualmente formulazioni, decorrenze, tabelle economiche e dichiarazioni congiunte.

Redazione NurseTimes

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