Il profilo dell’operatore socio-sanitario è stato aggiornato: cosa prevede la nuova disciplina e quali argomenti conoscere per i concorsi OSS.
Chi sta preparando un concorso pubblico per OSS nel 2026 deve prestare particolare attenzione alla normativa sul profilo dell’operatore socio-sanitario. Molti manuali, dispense ed elenchi disponibili online continuano infatti a fare riferimento esclusivamente all’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001.
Quel provvedimento è fondamentale dal punto di vista storico perché ha individuato la figura dell’OSS, ma nel frattempo la disciplina è stata profondamente aggiornata. Il nuovo punto di riferimento è l’Accordo Stato-Regioni del 3 ottobre 2024, successivamente modificato dall’Accordo del 18 dicembre 2024 e recepito a livello nazionale con il DPCM 25 marzo 2025, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 142 del 21 giugno 2025.
Vediamo quindi cosa dovrebbe conoscere un candidato.
L’OSS nasce dall’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001
Il primo riferimento da memorizzare rimane l’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001. Con questo accordo venne individuata la figura dell’operatore socio-sanitario, definendone il profilo e l’ordinamento didattico del percorso formativo. La figura nasce dall’esigenza di disporre di un operatore capace di intervenire nell’area dell’assistenza di base, collaborando con gli altri professionisti.
Domanda classica da concorso: Con quale provvedimento è stata istituita la figura dell’OSS?
Risposta: Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001.
Attenzione però: se la domanda riguarda la disciplina attuale del profilo, oggi bisogna conoscere anche la revisione del 2024-2025.
DPCM 25 marzo 2025: arriva il nuovo profilo OSS
Questa è probabilmente la novità normativa più importante per chi affronta un concorso OSS nel 2026. Il DPCM 25 marzo 2025 ha recepito l’Accordo Stato-Regioni del 3 ottobre 2024 relativo alla revisione del profilo dell’Operatore Socio-Sanitario.
Il provvedimento aggiorna una disciplina nata più di vent’anni prima, adattandola all’evoluzione dei bisogni assistenziali e dell’organizzazione sanitaria e sociosanitaria. L’OSS opera per soddisfare i bisogni primari della persona e favorirne benessere e autonomia nell’ambito delle proprie competenze e in collaborazione con gli altri professionisti.
È fondamentale comprendere un principio: l’OSS è un operatore di interesse sanitario, ma non è una professione sanitaria. Questa distinzione può facilmente diventare una domanda da concorso.
Dove può lavorare l’OSS?
Il nuovo profilo conferma la natura trasversale della figura. L’OSS può trovare collocazione nei settori sanitario, sociosanitario e sociale, secondo l’organizzazione dei servizi. Gli ambiti possono comprendere strutture ospedaliere, servizi territoriali, strutture residenziali e semiresidenziali, servizi domiciliari e altri contesti assistenziali.
L’OSS può quindi assistere persone anziane, disabili, non autosufficienti, pazienti con patologie acute o croniche e persone che presentano differenti condizioni di fragilità. La parola da ricordare è “persona”: l’intervento dell’OSS non deve ridursi alla semplice esecuzione meccanica di attività.
Le competenze dell’OSS: cosa deve sapere il candidato
Il nuovo profilo attribuisce particolare importanza all’assistenza della persona nelle attività quotidiane. Tra gli ambiti che il candidato deve approfondire rientrano l’igiene e la cura della persona, l’assistenza nelle attività di vita quotidiana, la mobilizzazione, l’alimentazione, l’eliminazione, il comfort ambientale, il mantenimento delle capacità residue e la relazione con la persona assistita.
L’OSS deve inoltre saper osservare. Durante l’assistenza quotidiana si trova infatti in una posizione privilegiata per rilevare cambiamenti nelle condizioni della persona. Pensiamo a un paziente che improvvisamente appare confuso, presenta difficoltà respiratoria oppure mostra un cambiamento della cute.
L’OSS non formula diagnosi, ma deve riconoscere ciò che esce dalla normalità delle condizioni osservate e riferire tempestivamente al professionista responsabile, secondo l’organizzazione del servizio.
Collaborare non significa sostituire l’infermiere
Questo è uno degli argomenti più importanti nei concorsi. OSS e infermiere sono figure differenti. L’infermiere è un professionista sanitario con proprie responsabilità e competenze professionali. L’OSS è invece un operatore di interesse sanitario che svolge le attività attribuite dal proprio profilo e dall’organizzazione assistenziale. La collaborazione all’interno dell’équipe è fondamentale, ma non cancella i rispettivi ambiti di responsabilità.
Esempio pratico
Durante l’igiene di un paziente allettato l’OSS osserva un arrossamento persistente nella zona sacrale. Il comportamento corretto non è formulare autonomamente una diagnosi di lesione da pressione.
L’OSS osserva, protegge la persona secondo quanto previsto dall’assistenza e riferisce l’alterazione rilevata all’infermiere, affinché venga effettuata la valutazione di competenza. Questa differenza tra osservare, riferire e valutare professionalmente è fondamentale.
La formazione dell’OSS
Per un concorso nel 2026 occorre fare riferimento alla disciplina nazionale aggiornata contenuta nell’Accordo del 3 ottobre 2024, come modificato nel dicembre 2024 e recepito dal DPCM 25 marzo 2025, oltre alla disciplina regionale applicabile alla formazione.
Il nuovo percorso formativo mantiene una durata complessiva di almeno 1.000 ore, articolata nelle componenti previste dalla nuova disciplina.
Cosa ricordare
- 2001 → nascita del profilo OSS
- 2024 → revisione del profilo
- 2025 → recepimento nazionale della nuova disciplina
Articolo 348 del Codice Penale: esercizio abusivo di una professione
L’articolo 348 del Codice Penale punisce l’esercizio abusivo di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato. Perché interessa un OSS? Perché ogni operatore deve conoscere e rispettare i limiti del proprio ruolo. Lavorare in équipe non significa poter svolgere indistintamente qualsiasi attività sanitaria.
Il candidato deve comprendere un principio fondamentale: essere materialmente capaci di compiere un gesto non significa essere giuridicamente autorizzati a compierlo.
Quando un’attività appartiene alla competenza di una professione sanitaria, l’OSS non può appropriarsene autonomamente al di fuori di quanto previsto dal proprio profilo e dalla disciplina applicabile.
Esiste un “Codice deontologico nazionale degli OSS”?
Anche qui è necessaria una correzione importante. Non bisogna confondere la figura dell’OSS con le professioni sanitarie ordinistiche. Gli infermieri, per esempio, hanno un Ordine professionale e un proprio Codice deontologico.
L’OSS non appartiene a un Ordine professionale nazionale equivalente a quello degli infermieri e non esiste un Codice deontologico nazionale OSS avente la stessa natura giuridico-professionale dei codici delle professioni sanitarie ordinistiche.
Ciò non significa che l’OSS sia privo di doveri. Deve rispettare le norme, le disposizioni organizzative, la dignità e la riservatezza della persona, i propri limiti di competenza, la sicurezza assistenziale e gli obblighi derivanti dal rapporto di lavoro.
Nei concorsi è quindi più corretto parlare di principi etici, responsabilità e comportamento professionale dell’OSS.
OSS e assistenza: le parole chiave da ricordare
Per preparare una prova concorsuale può essere utile associare il profilo OSS ad alcuni concetti fondamentali:
- ASSISTENZA → contribuire alla soddisfazione dei bisogni della persona.
- AUTONOMIA → favorire e mantenere, quando possibile, le capacità residue.
- OSSERVAZIONE → riconoscere e riferire cambiamenti significativi.
- RELAZIONE → comunicare adeguatamente con assistito, familiari ed équipe.
- COLLABORAZIONE → lavorare con gli altri operatori e professionisti.
- COMPETENZA → conoscere ciò che si può e ciò che non si può fare.
- RESPONSABILITÀ → rispondere delle proprie azioni e rispettare procedure e organizzazione.
Le domande-trabocchetto da concorso
L’OSS è una professione sanitaria?
No. È un operatore di interesse sanitario.
Il profilo OSS nasce con una legge del Parlamento?
Il riferimento originario è l’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001.
Il profilo è rimasto invariato dal 2001?
No. È stato revisionato dall’Accordo Stato-Regioni del 3 ottobre 2024, successivamente modificato e recepito con DPCM 25 marzo 2025.
L’OSS può sostituire l’infermiere?
No. Le due figure hanno profili, formazione, competenze e responsabilità differenti.
Il corso OSS dura almeno 1.000 ore?
Sì, la nuova disciplina nazionale prevede un percorso di durata complessiva non inferiore a 1.000 ore.
L’OSS possiede un Codice deontologico nazionale equivalente a quello degli infermieri?
No.
La novità da conoscere per i concorsi OSS 2026
La revisione del profilo rappresenta un elemento particolarmente importante per chi partecipa oggi a un concorso. Il candidato dovrebbe conoscere sia l’origine storica della figura, perché continua a essere frequentemente richiesta nei quiz, sia la nuova disciplina nazionale recepita nel 2025.
Anche le Regioni stanno adeguando i propri sistemi formativi alla nuova disciplina. Il consiglio, soprattutto davanti a un bando di concorso, rimane quello di verificare sempre quali fonti normative siano espressamente inserite nel programma d’esame.
Schema finale da memorizzare
- 22 febbraio 2001 → nasce il profilo nazionale dell’OSS
- 3 ottobre 2024 → viene approvata la revisione del profilo
- 18 dicembre 2024 → intervengono modifiche all’Accordo
- 25 marzo 2025 → DPCM di recepimento
- 21 giugno 2025 → pubblicazione del DPCM in Gazzetta Ufficiale
Questa sequenza merita di essere evidenziata nei propri appunti: può rappresentare una delle novità più interessanti nelle prove del concorso OSS 2026.
Redazione Nurse Times
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