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Morte del piccolo Domenico Caliendo, l’avvocato di famiglia: “C’era un cuore pronto per il trapianto, ma fu cancellato dalla lista”

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“Lo scorso 2 febbraio, a Bologna, si era reso disponibile un cuore per il piccolo Domenico Caliendo. Un cuore che il giorno stesso, su istanza dei cardiochirurghi di Napoli, era stato cancellato dalla lista del Centro regionale trapianti, salvo rientrarci il 4 febbraio, quando l’organo era già stato consegnato a un altro ricevente. Una coincidenza, una trapiantabilità a intermittenza quanto meno inquietante, su cui riteniamo si debba indagare”. A parlare è l’avvocato Francesco Petruzzi (foto), legale della famiglia di Domanico Caliendo, il bimbo deceduto lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli, dopo il fallimento del trapianto eseguito il 23 dicembre 2025.

Nei giorni scorsi il legale ha acquisito nuova documentazione nell’ambito del procedimento giudiziario per omicidio colposo in concorso che vede indagati sette medici, tra cui i cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, nelle scorse settimane interdetti dal gip Mariano Sorrentino in quanto ritenuti colpevoli del reato di falso in concorso in relazione alla compilazione della cartella clinica del bimbo.

“Secondo quanto emerge dagli atti in nostro possesso – spiega Petruzzi -, Domenico, a causa dei danni rilevati a diversi organi, fu escluso dalla lista dei trapiantabili poche ore prima che da Bologna giungesse la notizia della disponibilità di un organo da un donatore pediatrico compatibile. In quella lista ci ritornerà, miracolosamente, il 4 febbraio, quando quel cuore era stato già assegnato. Un altro indizio pienamente compatibile con la nostra ipotesi di omicidio volontario, quanto meno attraverso il dolo eventuale”.

Redazione Nurse Times

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