Il Pd contesta la decisione dell’Azienda.
“È notizia di questi giorni che Asst Brianza, da luglio 2026, procederà a esternalizzare la completa gestione, comprensiva di personale esterno all’Azienda, degli ospedali di comunità di Giussano e di Limbiate: è stato sottoscritto con due società private un contratto di 35 milioni di euro della durata di nove anni”. Così, in una nota, Ivano Riva e Lorenzo Sala, rispettivamente responsabile Sanità e segretario del Pd Monza e Brianza.
“Da tempo anche qui in Brianza, come Partito Democratico, rimarchiamo come il principale problema del Servizio sanitario regionale lombardo sia la carenza di personale dipendente stabile – proseguono i rappresentanti Dem -. Le cause risiedono nel blocco ormai sempre più anacronistico delle assunzioni, nella fuga dei professionisti sanitari per le pessime condizioni di lavoro negli ospedali e per le retribuzioni inadeguate a cui infermieri, medici e operatori socio-sanitari sono costretti”.
E ancora: “Comprendiamo che l’affidamento temporaneo di gestione degli ospedali di comunità è oggi la soluzione più veloce per poter attivare il prima possibile i servizi sanitari territoriali, già in enorme ritardo rispetto alle previsioni del Pnrr. Senza, però, che questa diventi una scelta definitiva e senza perdere di vista il vero obiettivo, che deve essere quello di una gestione pubblica e di assunzione di personale sanitario dipendente in grado di gestire con professionalità e competenze questi servizi che sono, e devono restare, pubblici!”.
Davanti alla scelta dell’Asst Brianza e agli indirizzi forniti dalla Regione Lombardia, il Pd pone alcune questioni: “Chi controllerà la professionalità, la competenza e l’adeguatezza del personale impiegato negli ospedali di comunità? Qual è il ruolo di controllo e coordinamento che Asst svolge rispetto a chi eroga il servizio? La chiarezza comunicativa e la garanzia di sicurezza dei pazienti deve essere sempre una questione inderogabile. Che tipo di passaggi di condivisione sono previsti con gli enti locali e i cittadini rispetto a questa scelta di esternalizzazione? In quanto tempo si pensa di tornare poi a garantire una gestione diretta di Asst, e quindi veramente pubblica degli ospedali di comunità?”
Concludono Riva e Sala: “Non riteniamo infine accettabile la modalità sbrigativa e poco coinvolgente con cui Regione Lombardia e direzioni strategiche Asst comunicano ai dipendenti, alle organizzazioni sindacali, alla cittadinanza e ai Comuni scelte così importanti solo a cose fatte. Dunque, ribadiamo con forza come la strada maestra sia quella di superare la logica precaria e di basso profilo con cui si intende gestire la sanità territoriale per procedere nel più breve tempo possibile all’assunzione dei professionisti sanitari indispensabili per il funzionamento della sanità ospedaliera e territoriale pubblica, a garanzia del diritto dei cittadini all’assistenza sociosanitaria sancito dalla nostra Costituzione”.
Anche Fp Cgil all’attacco
“Mentre il territorio chiede cura e vicinanza, la direzione di Asst Brianza sceglie la strada del silenzio preventivo e dell’unilateralità, limitandosi a una mera informativa comunicata nelle varie ed eventuali di un incontro sindacale che aveva tutt’altro ordine del giorno e mettendo a bando il futuro degli ospedali di comunità della nostra provincia. L’esternalizzazione della sanità pubblica ai privati non è efficienza, è il preludio al calo della qualità dell’assistenza e alla precarizzazione dei diritti”. Così Susanna Cellari, esponente di Fp Cgil Monza Brianza, entra a gamba tesa sulla questione, parlando di comportamento “assolutamente inaccettabile” dell’Asst Brianza.
“Gli ospedali di comunità sono servizi fondamentali e nevralgici, per ricoveri brevi e cure a bassa intensità clinica, e fanno da raccordo tra l’ospedale, i servizi territoriali e il ritorno a casa – rimarca la sindacalista -. L’esternalizzazione non garantisce di per sé maggiore efficienza. Anzi, può frammentare le responsabilità, indebolire la continuità dei gruppi di lavoro e scaricare la riduzione dei costi sulle condizioni di chi lavora e sulla qualità del servizio”.
“Bisogna difendere il perimetro pubblico, l’accessibilità per tutti alle cure – aggiunge Cellari -. Lo si fa con visione di sistema e investendo, valorizzando il personale, potenziando l’assistenza territoriale. Perché affidare a un appalto servizi così delicati, esponendo la qualità delle cure e i diritti di chi lavora alle logiche del contenimento dei costi e del profitto privato? Le professionalità vanno valorizzate e tutelate, non messe in concorrenza al ribasso”.
Conclude la sindacalista: “La salute non si appalta! Il lavoro e le professionalità vanno tutelati. L’Asst Brianza avrebbe dovuto aprire un confronto vero e rendere trasparenti il modello organizzativo, gli standard assistenziali, il fabbisogno di personale e le tutele contrattuali previste per i nostri ospedali di comunità. Sicuramente le relazioni sindacali non possono ritenersi basate su un dialogo costruttivo quando le decisioni sono già state prese”.
Redazione Nurse Times
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