Un nuovo studio condotto da ricercatrori dello Snow Centre for Immune Health di Melbourne (Australia) dimostra che le persone con celiachia sviluppano cambiamenti sottili ma costanti nella funzione delle cellule immunitarie. Cambiamenti che potrebbero segnalare un rischio autoimmune prima dello sviluppo dei sintomi.
Nello specifico, la ricerca ha rivelato che le cellule T helper CD4 nei pazienti con celiachia mostrano segnali più deboli, attivazione più lenta e una minore sopravvivenza, sfidando l’idea che l’autoimmunità sia semplicemente una risposta iperattiva del sistema immunitario.
Gli scienziati hanno utilizzato un modello innovativo chiamato Cyton2 Cell Timer per misurare il momentum immunitario, analizzando il comportamento delle cellule una volta che lo stimolo iniziale è stato rimosso. I risultati suggeriscono che i difetti immunitari precoci potrebbero essere collegati a fattori genetici di rischio e potrebbero fornire intuizioni utili per una migliore previsione del rischio autoimmune e per lo sviluppo di trattamenti che ripristinino l’equilibrio immunitario.
Redazione Nurse Times
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