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Tumore al pancreas, sopravvivenza raddoppiata con un nuovo farmaco

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Tumore al pancreas: predire il rischio con l'intelligenza artificiale
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Una nuova molecola ha portato a un farmaco sperimentale in fase clinica, ossia già testato sui pazienti, che segna un passo avanti significativo nella cura del tumore del pancreas. Sono promettenti i risultati dello studio Resolute, che ha coinvolto 500 pazienti già sottoposti a precedenti terapie e ha riscosso interesse al congresso della Società americana di oncologia clinica (ASCO), guadagnandosi la presentazione in sessione plenaria.

La molecola si chiama daraxonrasib ed è somministrata in compresse. Nei pazienti con tumore al pancreas già metastatico che nello studio hanno ricevuto il trattamento risulta raddoppiata la sopravvivenza, con meno effetti collaterali rispetto alla chemioterapia. Il farmaco ha infatti portato la sopravvivenza media a oltre 13,2 mesi rispetto ai 6,7 ottenuti con la chemioterapia. Un risultato che rappresenta, secondo gli oncologi, il maggiore successo nel trattamento di questa neoplasia da decenni, anche se la molecola è ancora in fase sperimentale.

In oltre il 90% dei casi l’adenocarcinoma duttale pancreatico è favorito dalla mutazione del gene Kras, che in questa forma mutata di tumore al pancreas agevola la proliferazione incontrollata delle cellule tumorali. La nuova molecola si è dimostrata efficace sia nei tumori che presentano questo gene mutato, bloccandone l’azione, sia nei tumori senza mutazione di Kras. In Usa il trattamento è già accessibile per i pazienti, proprio per i benefici riscontrati, attraverso il programma di Expanded Access, in attesa della definitiva approvazione commerciale.

Il farmaco è inoltre in fase di sperimentazione in diversi altri studi clinici: per il trattamento di prima linea per il tumore al pancreas ancora non metastatico e per il trattamento di altri tumori correlati a mutazioni del gene RAS. I ricercatori stanno anche lavorando per comprendere come i tumori possano sviluppare resistenza e per identificare altre terapie che possano essere utilizzate in combinazione con daraxonrasib per migliorarne l’efficacia.

“Sono poche le terapie disponibili per i pazienti affetti da tumore al pancreas metastatico precedentemente trattato – spiega Brian Wolpin, del Gastrointestinal Cancer Center presso il Dana-Farber Cancer Institute di Boston -. Tali terapie presentano un’efficacia modesta e una tossicità sostanziale. Lo studio Rasolute 302 è stato concepito per valutare un trattamento di seconda linea, con l’obiettivo di definire un nuovo standard di cura per questi pazienti che risulti più efficace e comporti minori effetti collaterali rispetto alle chemioterapie ora disponibili”.

Gli oncologi dall’ASCO sottolineano come questi risultati “cambino radicalmente il panorama terapeutico” per i pazienti affetti da tumore al pancreas metastatico con mutazione Kras. “Stiamo osservando livelli di sopravvivenza ed efficacia senza precedenti nel trattamento di seconda linea – afferma Rachna Shroff, capo della Divisione di Ematologia-Oncologia della University of Arizona Cancer Center ed esperta in tumori gastrointestinali -. La rivoluzione legata a questa mutazione è ormai realtà e questo studio ne costituisce la prova: colpire il gene Kras nel cancro del pancreas è fattibile ed efficace”.

Chiesto l’uso compassionevole del farmaco in Ue

Rendere possibile l’uso compassionevole anche in Italia per il farmaco daraxonrasib, che ha dimostrato di raddoppiare la sopravvivenza nei pazienti con tumore al pancreas metastatico. E’ la richiesta fatta dai ricercatori autori dello studio all’azienda produttrice del farmaco, la biotech statunitense Revolution Medicine.

Lo ha comunicato, dal congresso Asco, Chiara Cremolini, responsabile del programma sperimentazioni all’azienda ospedaliera universitaria di Pisa, uno dei quattro centri italiani che hanno preso parte allo studio internazionale: “Abbiamo chiesto all’azienda di aprire all’uso compassionevole anche in Europa, e dunque in Italia, e che ciò avvenga al più presto”.

E ancora: “L’uso compassionevole prevede la possibilità che i pazienti con tumore al pancreas possano accedere al farmaco in via eccezionale, prima dell’approvazione, tramite i centri specializzati. Negli Usa, dove si è in attesa dell’approvazione da parte della autorità statunitense per i farmaci Fda, è già previsto un programma di Expanded Access”.

Dati i risultati importanti ottenuti per la sopravvivenza dei pazienti con tumore al pancreas, l’Ema, autorità europea dei medicinali, “ha dato al farmaco la designazione di ‘farmaco orfano’, per velocizzare i tempi di valutazione del dossier, ma in ogni caso saranno necessari dei mesi”. Questo farmaco, ha sottolineato Cremolini, “ha portato al prolungamento della sopravvivenza per i pazienti con tumore del pancras metastatico”.

Il passo successivo? “Puntiamo ad anticipare l’uso del farmaco anche per i pazienti in fase più iniziale di malattia e non metastatici, con l’obiettivo futuro di poter arrivare anche alla guarigione. Per questo partirà la prossima estate uno studio, promosso dalla Biotech e finalizzato proprio a testare il farmaco su questa categoria di pazienti in fase di malattia più precoce, ovvero operati ma senza metastasi”.

Redazione Nurse Times

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