La rivista scientifica Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences) ha ritirato lo studio pubblicato il 2 dicembre del 2025 su “una terapia combinata mirata che raggiunge un’efficace regressione del cancro al pancreas“, realizzata da un team del Centro nazionale di ricerca sul cancro di Madrid.
“La redazione ritira questo articolo a causa di un conflitto di interessi rilevante non dichiarato al momento della presentazione – si legge sul sito della rivista -. L’autore collaboratore, Mariano Barbacid e due coautori, Vasiliki Liaki e Carmen Guerra, detengono interessi finanziari in Vega Oncotargets”.
La politica editoriale della rivista per le proposte di articoli prevede che “i membri dell’Accademia che hanno un conflitto di interessi, finanziario o di altra natura, che potrebbe essere considerato in grado di influenzare significativamente la loro obiettività o di creare un vantaggio competitivo sleale per qualsiasi persona o organizzazione legata alla ricerca, devono presentare il proprio lavoro come contributo diretto” (e non come membri della Nas, National Academy Sciences).
Lo scorso febbraio la Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige), aveva invitato alla prudenza, dopo la pubblicazione dello studio: “I risultati sono promettenti, ma la vittoria clinica richiede studi sull’uomo”, aveva sottolineato in una nota la società. Sebbene lo studio “rappresenti un avanzamento scientifico di valore, è necessario ribadire come si posizioni in una fase sperimentale, condotta esclusivamente su topi, in un contesto che impone estrema cautela prima di poter parlare di una svolta terapeutica definitiva per i pazienti”.
E ancora: “La biologia del cancro al pancreas umano è di una complessità tale da richiedere una validazione rigorosa attraverso trial clinici strutturati, indispensabili per confermare che la terapia sia non solo efficace, ma anche tollerabile nel lungo periodo. Il passaggio dai modelli animali alla pratica clinica è un percorso lungo e delicato; pertanto, questi risultati devono essere interpretati non come un traguardo finale, ma come una preziosa bussola per orientare la futura ricerca clinica”.
Redazione Nurse Times
Fonte: Pnas
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