Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del sindacato Nursing Up
Nursing Up: ridistribuire le risorse, per riconoscere la responsabilità delle professioni sanitarie.
ROMA, 22 APRILE 2026 – Si è aperta ufficialmente nella giornata odierna la stagione delle trattative per il rinnovo del CCNL Sanità 2025–2027. Il confronto parte sulla base dell’Atto di Indirizzo approvato il 2 aprile scorso.
UN ATTO DI INDIRIZZO CON LUCI ED OMBRE
Per il Nursing Up, l’Atto di indirizzo sul quale fondano le trattative, adottato dalle Regioni, è un provvedimento che, pur riconoscendo formalmente per la prima volta l’emergenza infermieristica, presenta limiti che rischiano di rendere la modernizzazione del SSN un obiettivo solo formale.
Apprezzabili le aperture su Age Management (over 60 e genitori turnisti), anche se bisognerà vedere come le Regioni, attraverso l’ARAN, gestiranno il confronto.
Il primo giorno di trattative Nursing Up ha denunciato criticità evidenti:
- Perdita del potere d’acquisto: Gli aumenti previsti (+5,4%) sono inferiori all’inflazione cumulata, con una perdita reale stimata tra il 10% e il 12%.
- Il “vuoto” del 2025: Le principali indennità decorreranno solo dal 2026, lasciando i professionisti con incrementi netti irrisori per l’anno in corso.
- Sicurezza a costo zero: L’Atto di indirizzo prevede misure contro le 18.000 aggressioni annue ufficiali, ma senza nuove risorse per i bilanci aziendali, rendendo impossibile finanziare vigilanza e presidi reali.
- Rinvio diritti base: Temi cruciali come mensa e pause, non si capisce se rappresentano o meno, per le regioni argomenti degni di nota.
LA POSIZIONE DI NURSING UP
“L’Atto di indirizzo delle regioni fotografa correttamente alcune problematiche ma certo non le risolve, anzi riteniamo il documento un passo indietro rispetto a quello precedente, parliamo di quello approntato per il triennio 2022/2024. Il sistema continua a reggersi solo sul sacrificio dei professionisti sanitari”, dichiara Antonio De Palma, Presidente Nursing Up.
“Oggi chi cura vale meno del peso che porta sulle proprie spalle. È un paradosso non più accettabile”.
LA PROPOSTA DEL NURSING UP: NEL CONTRATTO NAZIONALE PIÙ VALORE A CHI CURA
Per superare l’impasse dell’invarianza finanziaria, Nursing Up ha trasmesso all’ARAN, nella propria piattaforma di rinnovo, una proposta importante: redistribuire le risorse esistenti, tra le varie famiglie professionali di dipendenti, secondo criteri di responsabilità reale.
QUALITÀ E MERITOCRAZIA ANCHE NELLE AZIENDE SANITARIE
Nursing Up chiede inoltre, con riferimento alla contrattazione di secondo livello, che si svolge nelle aziende sanitarie, che una quota del fondo produttività sia legata alla performance assistenziale, per premiare la qualità dei risultati dei sanitari coinvolti, e l’impegno nei reparti, da quelli base ai più critici, eliminando i rischi di discrezionalità e favoritismi legati alle progressioni economiche.
IL MESSAGGIO DI NURSING UP ALLA POLITICA
“Non siamo davanti a una trattativa come le altre. Qui si decide se il SSN deve sopravvivere o continuare ad arrancare. Nursing Up non accetterà compromessi al ribasso. Se il nuovo contratto di lavoro non sarà in grado di riconoscere, seriamente, la responsabilità dei professionisti sanitari, la fuga dal pubblico diventerà inarrestabile”, conclude De Palma.
Redazione NurseTimes
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