Il Tribunale del lavoro di Tivoli ha riconosciuto l’illegittimo demansionamento subito da un’infermiera dell’ospedale di Palestrina, accogliendo il ricorso promosso dalla Fp Cgil Roma Sud – Pomezia – Castelli contro l’Asl Roma 5.
La vicenda risale al 2023, quando l’ospedale adottò “un piano di lavoro redatto dalla Funzione organizzativa dell’Ufficio infermieristico locale, che imponeva, nero su bianco, al personale infermieristico di svolgere mansioni attribuibili agli operatori socio-sanitari”. Lo riferisce Giammario Innammorato, segretario generale del sindacato.
“Non un caso isolato, ma una strategia sistematica dell’Azienda per far fronte alla carenza di personale – prosegue Innamorato -. Dal primo momento la Fp Cgil ha denunciato questa politica di demansionamento e organizzazione del lavoro tutta a scapito delle lavoratrici e dei lavoratori. Di fronte al diniego da parte dell’amministrazione di ritirare questo folle piano, abbiamo deciso di ricorrere in tribunale”.
L’Asl Roma 5 è stata contannata a risarcire l’infermiera assistita da Fp Cgil, in servizio nel reparto di Medicina interna, versandole un importo compensativo del danno alla dignità professionale.
“La decisione di ricorrere per via giudiziaria si è dimostrata la scelta giusta – dice ancora Innamorato -. Non solo perché il Tribunale ha dato ragione alla lavoratrice, ma perché la pressione esercitata ha portato al ritiro del piano di lavoro e all’assegnazione h24 del personale oss al reparto di Medicina interna di Palestrina”.
E ancora: “Questa vittoria è un apripista sia giudiziario sia sindacale. Sono state avviate altre due le cause che il nostro collegio legale sta patrocinando contro l’Asl Roma 5 per illegittimo demansionamento. Siamo certi che, sulla scia della prima, il loro esito sarà favorevole”.
Conclude il segretario di Fp Cgil Roma Sud – Pomezia – Castelli: “Il messaggio che questa vittoria fa arrivare ai vertici dell’Azienda è chiarissimo: la carenza di organico del personale oss non può essere compensata mortificando la dignità e aumentando il carico di lavoro del personale infermieristico. L’unica strada percorribile è quella di avviare un serio piano assunzionale per garantire a ogni reparto delle strutture ospedaliere una presenza di oss sull’intera giornata lavorativa, e non solo su 12 ore, come succede in molte strutture e reparti”.
Redazione Nurse Times
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