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Volpe (Opi Taranto) “Infermieristica trascurata: da Universitsà Di Bari e Asl solo promesse non mantenute, i nostri studenti meritano rispetto”

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Speciale Pugnochiuso 2024 - Infermieri e comunicazione: intervista a Pierpaolo Volpe (Opi Taranto)
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“La condizione in cui versa il Corso di laurea in Infermieristica a Taranto sono davvero al limite della decenza nonostante sia uno dei più longevi e frequentati della nostra città.

L’attenzione mostrata dall’Università degli Studi di Bari verso il Corso di laurea in Infermieristica sembra minima considerata la situazione di abbandono che vivono gli studenti”.

Parole forti quelle del presidente dell’OPI di Taranto, Pierpaolo Volpe, che elenca le gravi carenze con cui devono fare quotidianamente i conti i docenti e i tanti iscritti.

“Presso il Polo formativo di Infermieristica mancano i computer, una sala riunioni e un’aula dedicata alle esercitazioni tecnico-pratiche nonostante specifici obblighi imposti dal protocollo d’intesa Regione Puglia/Università e il conseguente protocollo attuativo ASL Taranto/UNIBA che prevede la presenza di almeno 13 computer per il numero di studenti e un’aula dedicata alle esercitazioni.

Mancano i manichini per le esercitazioni tecnico pratiche a differenza di quanto avviene presso la Banca dei Saperi, sede della Scuola di Medicina, dotata di spazi, apparecchiature e manichini per le prove pratiche”.

Il presidente dell’OPI di Taranto sottolinea come l’Università di Bari disattenda gli impegni.

“Sembra che Taranto sia un bancomat per l’Università degli Studi di Bari a cui, in virtù di specifico protocollo d’intesa, per ogni corso di laurea, la ASL di Taranto versa 9 mila euro all’anno a fronte di un impegno dell’Università a garantire docenti per almeno il 60% dei crediti universitari, cosa che invece non avviene. Quindi la ASL di Taranto è costretta a mettere a disposizione sia risorse che docenti interni e a finanziare oltre il dovuto la didattica, assicurando agli studenti circa il 60/70% dei crediti formativi universitari, ossia quasi l’intero percorso di studi. Una condizione che se portata all’attenzione della Magistratura contabile, visti gli impegni e accordi scritti esistenti, la stessa potrebbe certamente intervenire”.

L’OPI di Taranto monitora da tempo la questione del Corso di Infermieristica a difesa della folta platea di studenti che merita la giusta attenzione.

“Da anni come Ordine delle Professioni infermieristiche di Taranto -prosegue il presidente Volpe- denunciamo la condizione strutturale del Corso di laurea in Infermieristica e la scarsa attenzione mostrata dall’Università degli Studi di Bari e dalla ASL di Taranto, dato che molti degli obblighi reciproci riportati nel protocollo d’intesa non sono rispettati, tutto a discapito degli studenti che comunque pagano regolarmente le tasse universitarie e meritano di essere trattati con dignità e rispetto.

Qualche settimana fa, ho ricevuto delle ulteriori rimostranze da parte degli studenti di Infermieristica circa la visita all’Ospedale San Cataldo effettuata solo dagli iscritti a Medicina, come se le altre Professioni sanitarie siano di categoria inferiore”.

Volpe è pronto a dare battaglia a difesa del Corso in Infermieristica.

“L’Università degli Studi di Bari non può certamente sottrarsi agli impegni assunti nei confronti del Corso di laurea in Infermieristica, tutti scritti nero su bianco nel protocollo attuativo, e soprattutto verso il nostro territorio che merita grande attenzione.
Alle parole e alle tante promesse, devono seguire i fatti e questo vale per tutti, sia per la ASL di Taranto che per l’Università; non a caso porterò all’attenzione di tutte le autorità competenti, da quella regionale alla Magistratura contabile, le criticità e le anomalie esistenti, perché non si può pensare di trattare diversamente gli studenti universitari e di privare il territorio di una didattica di qualità.

L’assenza di manichini e strumentazioni per le esercitazioni tecnico-pratiche rappresentano un vulnus inaccettabile, così come continuare a privare gli studenti di una mensa universitaria dignitosa e degli stessi diritti degli altri studenti iscritti alla Scuola di Medicina”.

Redazione NurseTimes

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