Home NT News Vertenza ex Ilva, il Presidente dell’OPI Taranto, Volpe: “Le intese raggiunte non bastano. La salute dei cittadini deve essere la priorità assoluta”
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Vertenza ex Ilva, il Presidente dell’OPI Taranto, Volpe: “Le intese raggiunte non bastano. La salute dei cittadini deve essere la priorità assoluta”

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“Le intese raggiunte il 15 ottobre 2026 tra le rappresentanze istituzionali e politiche del territorio e le organizzazioni sindacali, che hanno sottoscritto una posizione comune sulla vertenza ex Ilva per chiedere al Governo interventi urgenti a tutela della salute, del lavoro e del futuro industriale dello stabilimento di Taranto, rappresentano un passaggio che non può essere considerato sufficiente”.

Lo afferma in maniera perentoria il Dott. Pierpaolo Volpe, Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Taranto, che esprime forti perplessità rispetto a un’intesa che, a suo giudizio, non affronta con la necessaria concretezza le criticità sanitarie che da anni interessano il territorio ionico.

“La salute dei cittadini di Taranto non può essere subordinata a logiche di compatibilità economica né può essere relegata a un capitolo secondario della vertenza industriale. Al centro di ogni decisione deve esserci la tutela della vita e della salute delle persone. Su questo principio non sono ammesse deroghe”.

Per il Presidente Volpe, il primo intervento non più rinviabile riguarda il potenziamento del Servizio sanitario regionale attraverso una legge speciale per Taranto che consenta di derogare ai vincoli assunzionali e ai tetti di spesa per il personale sanitario, destinando risorse e assunzioni aggiuntive alle strutture sanitarie del territorio.

“Non è possibile garantire prevenzione, diagnosi tempestive e cure adeguate senza disporre del personale necessario. Gli organici delle strutture sanitarie non possono continuare a essere condizionati da vincoli che impediscono di rispondere ai bisogni reali della popolazione. La prevenzione non si proclama: si realizza attraverso professionisti, servizi, strutture e investimenti”.

La situazione è resa ancora più complessa dalle condizioni finanziarie e amministrative della sanità pugliese. La Regione è sottoposta al regime del Piano operativo e al controllo dei Ministeri competenti, in un quadro segnato da un significativo disavanzo sanitario che ha contribuito a rallentare e limitare le assunzioni. È proprio per questo che, secondo Volpe, occorre una risposta straordinaria da parte del Governo, capace di superare gli ostacoli ordinari e di garantire a Taranto le risorse umane indispensabili per tutelare la salute pubblica.

“Non si può chiedere al sistema sanitario di affrontare un’emergenza che si protrae da decenni lasciandolo privo degli strumenti necessari. Taranto ha bisogno di un intervento normativo specifico, di risorse aggiuntive e di un piano straordinario di assunzioni. Non bastano gli impegni generici: servono decisioni, finanziamenti e tempi certi”.

Un secondo punto fondamentale, per il presidente Volpe, riguarda la necessità di rivedere i criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale, affinché tengano adeguatamente conto delle specificità epidemiologiche, ambientali e assistenziali dei territori maggiormente esposti. E Taranto deve ottenere il giusto riconoscimento del carico sanitario e del danno subito in conseguenza di decenni di esposizione agli inquinanti industriali.

“Il finanziamento della sanità non può basarsi esclusivamente su criteri generali che rischiano di non cogliere le condizioni eccezionali di territori come il nostro -prosegue Volpe-. È necessario riconoscere a Taranto le risorse che servono per rispondere a un bisogno di salute straordinario, sostenere i servizi e garantire ai cittadini pari opportunità di accesso alle cure”.

Volpe richiama inoltre l’attenzione su un aspetto spesso sottovalutato nel dibattito pubblico: la latenza delle patologie correlate all’esposizione agli agenti cancerogeni. La riduzione delle emissioni registrata in una determinata fase non può essere interpretata come una riduzione immediata del rischio sanitario complessivo, né può cancellare gli effetti delle esposizioni accumulate negli anni precedenti.

«Il danno prodotto non si esaurisce con la diminuzione delle emissioni. Molte patologie oncologiche possono manifestarsi anche a distanza di anni dall’esposizione ai cancerogeni. Per questo è indispensabile avviare un programma straordinario di screening oncologici, rafforzare la sorveglianza epidemiologica, garantire percorsi di diagnosi precoce e realizzare bonifiche ambientali immediate e verificabili. Dobbiamo guardare non soltanto a ciò che viene emesso oggi, ma anche alle conseguenze di ciò che è stato respirato ieri e negli anni passati».

La tutela della salute, sottolinea il Presidente dell’OPI Taranto, deve procedere parallelamente alla salvaguardia dell’occupazione e alla definizione di una prospettiva industriale sostenibile. Non può esserci una contrapposizione tra il diritto al lavoro e il diritto alla salute, perché entrambi devono essere garantiti attraverso scelte politiche responsabili e interventi strutturali.

Resta, infine, aperta la questione del riequilibrio delle risorse sanitarie all’interno della Regione Puglia. Secondo Volpe, negli anni il territorio tarantino ha subito un sottodimensionamento rispetto ad altre province pugliesi, senza che sia stato realizzato un adeguato recupero delle carenze di personale e di servizi.

“La Regione Puglia deve assumersi le proprie responsabilità e riconoscere che Taranto necessita di un riequilibrio concreto. Non è più accettabile che le criticità storiche del nostro territorio continuino a essere affrontate senza un piano straordinario capace di colmare le carenze accumulate negli anni. I cittadini tarantini hanno diritto alla stessa qualità dell’assistenza garantita nel resto della regione, con risposte proporzionate ai maggiori bisogni di salute”.

Per queste ragioni, il Presidente Pierpaolo Volpe ritiene che l’intesa raggiunta il 15 ottobre non possa essere considerata soddisfacente se non sarà integrata da impegni vincolanti e misure operative immediate.

“Una legge speciale per Taranto, deroghe ai tetti di spesa e ai vincoli assunzionali per il personale sanitario, assunzioni aggiuntive dedicate, revisione dei criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale, screening oncologici su larga scala e bonifiche ambientali. La vertenza ex Ilva non può chiudersi con un accordo che non garantisca risposte concrete sul versante sanitario. Taranto non chiede privilegi, ma giustizia, prevenzione, cure adeguate e il riconoscimento di un bisogno di salute che non può più essere ignorato. Il Governo e la Regione Puglia hanno il dovere di intervenire con atti concreti e risorse certe. La salute -conclude Volpe- viene prima di ogni altra considerazione e, sulla salute dei cittadini, non si può derogare”.

Redazione Nurse Times

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