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Infermieri, rapporto CNEL 2026: solo il 34,6% soddisfatto dello stipendio

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Rapporto CNEL 2026, soddisfazione per gli stipendi degli infermieri al 34,6% contro il 50,1% dei medici.
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La relazione CNEL fotografa le criticità del Servizio sanitario nazionale: retribuzioni, carenza di infermieri e difficoltà di accesso alle cure.

18 ottobre 2026. La soddisfazione economica degli infermieri italiani resta una delle questioni più delicate per il futuro del Servizio sanitario nazionale. Soltanto il 34,6% degli infermieri esprime una valutazione ampiamente positiva del proprio guadagno, contro il 50,1% dei medici.

È uno dei dati evidenziati dalla Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), commentando la Relazione sui servizi pubblici 2026 del CNEL, presentata a Roma il 14 ottobre e realizzata con il contributo dell’Istat.

Il documento analizza la qualità dei servizi pubblici italiani e dedica particolare attenzione alla sanità, evidenziando criticità che riguardano personale, organizzazione dell’assistenza, accessibilità delle prestazioni e sostenibilità del sistema.

Stipendi degli infermieri: quasi 16 punti di differenza rispetto ai medici

PROFESSIONISTI CHE ATTRIBUISCONO UN PUNTEGGIO DA 8 A 10 ALLA SODDISFAZIONE PER IL PROPRIO GUADAGNO

  • Infermieri: 34,6%
  • Medici: 50,1%

Il confronto mostra una differenza di 15,5 punti percentuali tra infermieri e medici.

La rilevazione considera le valutazioni comprese tra 8 e 10 sulla soddisfazione per il proprio guadagno. Non indica, quindi, direttamente la percentuale di professionisti insoddisfatti, ma misura quanti esprimono un giudizio particolarmente favorevole.

Il dato assume rilievo nel dibattito sulle retribuzioni del personale sanitario e sul riconoscimento delle responsabilità professionali.

L’attività infermieristica comprende oggi competenze cliniche, assistenziali, educative e organizzative che trovano applicazione negli ospedali, nei servizi territoriali, nell’assistenza domiciliare e nella gestione delle patologie croniche.

Il tema non riguarda soltanto gli aumenti salariali, ma anche le opportunità di carriera, il riconoscimento delle competenze avanzate e la possibilità di esercitare pienamente l’autonomia professionale.

Carenza di infermieri e liste d’attesa: le criticità del Servizio sanitario nazionale

La relazione CNEL descrive un sistema sanitario capace di ottenere risultati importanti negli esiti di salute, ma ancora caratterizzato da difficoltà strutturali.

Secondo la lettura proposta dalla FNOPI, tra le principali criticità emergono la carenza di personale infermieristico, l’insufficienza relativa delle risorse rispetto ai livelli europei, le liste d’attesa e il fenomeno della rinuncia alle cure.

La carenza di infermieri incide sulla capacità degli ospedali di garantire continuità assistenziale e sullo sviluppo dei servizi sanitari territoriali. Può inoltre contribuire ad aumentare i carichi di lavoro e rendere più complessa l’organizzazione dei turni.

La questione riguarda anche la capacità del SSN di attrarre nuovi laureati e trattenere i professionisti già in servizio.

Per questo motivo, il miglioramento delle condizioni retributive e lavorative rappresenta non soltanto una rivendicazione professionale, ma un elemento rilevante per la programmazione sanitaria.

Assistenza territoriale: 1,7 milioni di cittadini seguiti a domicilio

Un altro elemento significativo riguarda lo sviluppo dell’assistenza territoriale.

Secondo i dati riportati dal CNEL, nel 2024 circa 1,7 milioni di persone hanno ricevuto assistenza domiciliare integrata (ADI), con una crescita media annua del 12,5% dal 2019.

La quota di ultrasessantaquattrenni assistiti a domicilio raggiunge il 9,4%, avvicinandosi all’obiettivo PNRR del 10%. Persistono, tuttavia, differenze regionali e criticità nell’intensità dell’assistenza erogata.

Sul versante dell’accessibilità, i dati Istat 2025 richiamati dalla relazione indicano che il 48,2% delle famiglie dichiara difficoltà nel raggiungere il pronto soccorso.

Anche la rete territoriale delle Case della Comunità presenta fabbisogni ancora da soddisfare: secondo le stime del CNEL, per completarla entro il 2030 servirebbero ulteriori 297 strutture.

In questo scenario, il ruolo degli infermieri di famiglia e comunità assume particolare importanza nella prevenzione, nella presa in carico della cronicità e nella continuità assistenziale.

CCNL Sanità 2025-2027: gli aumenti previsti e il nodo della valorizzazione

I risultati della relazione CNEL arrivano in una fase importante per il personale del comparto sanitario.

Il 29 luglio 2026 è stata sottoscritta l’ipotesi di rinnovo del CCNL Sanità 2025-2027, che riguarda 592.638 dipendenti.

L’accordo prevede incrementi medi a regime di circa 209 euro lordi mensili per il comparto, che salgono a circa 240 euro per il personale infermieristico, considerando le risorse indicate dall’ARAN.

Le cifre sono valori medi e non rappresentano automaticamente l’aumento individuale di ogni lavoratore. Inoltre, l’ipotesi contrattuale deve completare l’iter previsto prima dell’applicazione definitiva.

Gli aumenti rappresentano un elemento del confronto economico, ma i dati sulla soddisfazione professionale richiamano anche la necessità di intervenire sulle condizioni organizzative, sui percorsi di carriera e sul riconoscimento delle competenze specialistiche.

FNOPI: investire sulle competenze per garantire il futuro della sanità

La FNOPI interpreta i risultati del CNEL come un ulteriore richiamo alla necessità di valorizzare il contributo dei professionisti infermieristici.

Secondo la Federazione, servono interventi strutturali sul piano contrattuale, organizzativo e delle competenze, accompagnati da condizioni lavorative sicure e dignitose.

La capacità di attrarre, motivare e trattenere il personale sanitario costituisce infatti una componente fondamentale della sostenibilità del SSN.

Non basta programmare nuove assunzioni: occorre costruire un sistema capace di offrire prospettive professionali concrete e riconoscimento delle responsabilità assistenziali.

Dalla fotografia del CNEL alle risposte per gli infermieri

La Relazione CNEL 2026 offre un’indicazione significativa: la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale non dipende esclusivamente dalle infrastrutture e dagli investimenti economici, ma anche dalle condizioni di lavoro dei professionisti.

Il dato del 34,6% sulla soddisfazione retributiva degli infermieri rappresenta un segnale che merita attenzione, soprattutto se confrontato con le responsabilità crescenti richieste alla professione e con la necessità di rafforzare l’assistenza territoriale.

Nei prossimi mesi sarà importante verificare come i rinnovi contrattuali, le politiche di reclutamento, i percorsi di carriera e l’attuazione delle riforme territoriali potranno tradursi in miglioramenti effettivi.

La sfida sarà trasformare le criticità evidenziate dai dati in interventi misurabili, capaci di valorizzare gli infermieri e migliorare concretamente i servizi offerti ai cittadini.

Redazione Nurse Times

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