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Shock a Palermo: medico acoltellato in un presidio Asp. Omceo: “Serve il Daspo sanitario”

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Un dirigente medico, Franco Sutera, 66 anni, è stato accoltellato ieri mattina nel presidio Asp di via Arcoleo, a Palermo. Il professionista, che si occupa della fornitura dei presidi, è stato ferito da un uomo che richiedeva alcune forniture mediche per poi essere soccorso dai sanitari del 118.

Stando a una prima ricostruzione dei fatti, la vittima aveva controllato la pratica, facendo notare che mancava una documento. A quel punto il suo interlocutore ha estratto un coltello e lo ha minacciato. Il medico ha cercato di scappare, ma è stato raggiunto e ferito alla spalla e al volto. L’aggressore sarebbe stato bloccato dagli agenti di polizia intervenuti.

Il presidente e i consiglieri di Omceo Palermo esprimono profonda vicinanza all’amico e collega Franco Sutera. esprimendo grande preoccupazione per la gravità dell’accaduto. “Basta con le parole di circostanza – dice il presidente Salvatore Amato -. Serve il Daspo sanitario. Chi aggredisce chi cura deve essere subito allontanato dai luoghi di assistenza e non deve poter tornare liberamente negli ambulatori e negli ospedali, salvo emergenze indifferibili e solo attraverso percorsi protetti e presidiati dalle forze dell’ordine. Il diritto alle cure resta inviolabile, ma nessuno può trasformarlo in un alibi per esercitare violenza. Chi colpisce chi cura rompe il patto civile che rende possibile quel diritto”.

Omceo Palermo si costituirà parte civile nei procedimenti che saranno avviati per l’aggressione al medico. “Non siamo più davanti a episodi isolati, ma a un attacco diretto alla sicurezza delle cure e alla tenuta del Servizio sanitario – prosegue Amato -. Chi entra in un presidio sanitario con un coltello, chi minaccia o ferisce un medico o un operatore non colpisce solo una persona, colpisce lo Stato, i cittadini e il diritto alla salute di tutti. Non basta arrestare dopo, bisogna impedire che accada prima. Ogni aggressione va perseguita con la massima severità. Non possiamo chiedere ai professionisti di restare in prima linea e poi lasciarli soli davanti alla violenza”.

Redazione Nurse Times

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