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Senza gasolio si ferma anche la cura: la protesta dei tir mette alla prova 118 e assistenza a domicilio

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Per alcuni giorni in Campania e in altre regioni del Sud molti distributori sono rimasti a secco, e Croce Rossa e Ordine dei medici di Napoli hanno lanciato l’allarme sui mezzi di soccorso. I blocchi sono rientrati, ma l’episodio mostra che la sanità territoriale non ha una corsia preferenziale per il carburante.

La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio ha bloccato per diversi giorni rifornimenti e trasporti in più regioni del Mezzogiorno. La Campania è stata la più colpita. Il 22 ottobre Stefano Tangredi, presidente della Croce Rossa Campania, ha spiegato che gran parte delle stazioni di servizio della regione aveva esaurito il carburante e che non esiste una scorta dedicata ai mezzi di servizio. Se i blocchi fossero proseguiti, ha detto, il rischio di non garantire l’operatività sarebbe stato concreto.

Lo stesso giorno l’Ordine dei medici di Napoli, con il presidente Bruno Zuccarelli, ha chiesto un coordinamento tra Prefettura, autorità sanitarie e distributori, con accessi prioritari per i mezzi di emergenza e per il personale. Nell’Avellinese anche il Nursind ha chiesto misure urgenti. Secondo il Post, le strutture sanitarie non avevano la certezza di garantire il trasporto dei pazienti in ambulanza e il trasporto dei farmaci si era ridotto. In alcuni distributori campani il gasolio è arrivato a 2,70 euro al litro.

Il 22 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto da 175 milioni per autotrasporto, agricoltura e pesca. Misure specifiche per la sanità non ci sono. Tra giovedì 22 e venerdì 23 i presidi sono stati rimossi e le autobotti, scortate, hanno ripreso a rifornire i distributori.

Le ripercussioni sull’assistenza

L’infermiere dell’assistenza domiciliare, quello di famiglia e comunità e il collega pendolare che deve coprire il turno di notte hanno una cosa in comune: senza auto il servizio non parte. In questi giorni a Napoli ai dipendenti comunali è stato concesso il lavoro da remoto. Una medicazione a domicilio, invece, da remoto non si fa.

Il problema potrebbe ripresentarsi. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, la disponibilità mondiale di gasolio è calata di 1,7 milioni di barili al giorno nel terzo trimestre rispetto al 2025. Altrove il tema è già arrivato in agenda: in Francia il Governo ha annunciato un bonus di 80 euro per oltre 25mila infermieri che percorrono in media più di 100 chilometri al giorno.

Per le aziende sanitarie la lezione è pratica: un elenco dei mezzi e del personale da rifornire con priorità, accordi con i distributori e un piano per i turni quando i trasporti si fermano. Per i coordinatori, sapere in anticipo chi arriva da lontano.

La sanità territoriale si regge su chilometri percorsi ogni giorno. Finché nessuno li mette nei piani di emergenza, basta una settimana di blocchi per scoprirlo.

Antonio Leuci

Fonti


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