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Pnrr Sanità, allarme Cgil: “Servono 19.729 infermieri e 14.110 oss”. Case e ospedali di comunità in ritardo: i dati aggiornati

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Completato solo il 34,4% dei progetti riguardanti le case di comunità. Il sindacato chiede assunzioni per garantire i servizi.

Il Pnrr Sanità rischia di scontrarsi con un problema strutturale del Servizio sanitario nazionale: la carenza di personale infermieristico e socio-carenza di oss

sanitario. Non basta realizzare nuove case della comunità e ospedali di comunità, se non vengono contemporaneamente garantiti gli organici necessari per assicurare assistenza ai cittadini.

È l’allarme lanciato ieri dalla Cgil, sulla base di un’analisi dei dati della piattaforma ReGiS aggiornati a giugno 2026. Secondo le stime sindacali, per rispettare gli standard organizzativi previsti dal Dm 77/2022 sarebbe necessario un rafforzamento di oltre 36mila professionisti, tra cui 19.729 infermieri e 14.110 operatori sociosanitari (oss).

Case della Comunità: completato il 34,4% dei progetti

Secondo la ricostruzione sindacale, per le case della comunità risulta completato il 34,4% dei progetti e per gli ospedali di comunità il 24,7%. Il programma delle case comprende 1.436 progetti e circa 2,8 miliardi di euro di finanziamenti, con pagamenti al 44,1%; per gli ospedali di comunità sono previsti 437 progetti e circa 1,3 miliardi, con pagamenti al 40,2%.

L’investimento “Casa come primo luogo di cura e telemedicina” registra invece l’80% dei progetti completati. È necessario distinguere il completamento amministrativo o infrastrutturale dei progetti dall’effettiva apertura delle strutture e dalla piena operatività assistenziale.

Il fabbisogno di personale: quasi 20mila infermieri

La stima Cgil del personale aggiuntivo comprende 19.729 infermieri, 14.110 oss, 1.436 assistenti sociali e 874 altri professionisti, per un totale di 36.149 unità esclusi i medici. Non sono posti già autorizzati né concorsi già programmati: è una valutazione sindacale delle risorse necessarie, da confrontare con organici esistenti e finanziamenti disponibili.

Il ruolo degli infermieri di famiglia e comunità

Il Dm 77/2022 individua nell’infermiere di famiglia o comunità (IFeC) una figura centrale dell’assistenza di prossimità. L’IFeC contribuisce alla presa in carico delle persone con patologie croniche, al monitoraggio dei bisogni, all’educazione terapeutica e al collegamento tra servizi sanitari, sociosanitari e famiglie.

L’attivazione delle case della comunità dovrebbe favorire percorsi integrati e continuità delle cure. Senza personale adeguato, però, nuove strutture potrebbero non tradursi in un aumento effettivo delle prestazioni. Importante anche il contributo degli oss, nell’ambito delle rispettive competenze e in collaborazione con l’équipe.

Il rischio di strutture nuove con servizi insufficienti

La Cgil chiede di accompagnare gli investimenti infrastrutturali con un piano di assunzioni. Tra le possibili criticità figurano orari di apertura limitati, difficoltà nella presa in carico dei pazienti cronici, insufficiente continuità assistenziale e pressione persistente sugli ospedali. Il sindacato segnala inoltre il rischio di ricorrere maggiormente a soggetti privati: è una valutazione, non un esito già accertato.

La sfida delle case della comunità in Puglia

Anche in Puglia la riforma territoriale richiede una programmazione parallela di strutture e organici. Occorrerà verificare azienda per azienda quali presidi siano operativi, quali servizi offrano e quanti infermieri, oss e IFeC siano stati assegnati. Il numero di edifici completati, da solo, non misura la capacità assistenziale.

Cosa sappiamo e i prossimi passi

I dati Cgil evidenziano ritardi in parte degli investimenti e un fabbisogno di personale stimato per sostenere la nuova rete. Le scelte della Legge di Bilancio 2027 e la programmazione regionale delle assunzioni saranno decisive. Le case della comunità potranno raggiungere gli obiettivi previsti soltanto se agli investimenti strutturali si affiancheranno professionisti, organizzazione e continuità assistenziale.

Redazione Nurse Times

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