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Sanità, Fedriga (Conferenza Regioni): “Bisogna investire su infrastrutture e capitale umano”

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Sanità, Fedriga (Conferenza Regioni): "Bisogna investire su infrastrutture e capitale umano"
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In apertura della seconda edizione de “L’Italia delle Regioni” il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, ha parlato degli interventi necessari per la rinascita del sistema salute.

“Per garantire il diritto alla salute, riconosciuto dalla Costituzione come fondamentale e universale, le Regioni impegnano la maggior parte delle proprie risorse finanziarie e umane. Per questo motivo abbiamo richiesto al Governo di incrementare il finanziamento del Servizio sanitario nazionale con la prossima Legge di Bilancio, al fine di realizzare un’efficace, innovativa e sostenibile programmazione sanitaria”. Così Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni, in apertura della seconda edizione de “L’Italia delle Regioni”, tenutasi a Torino dal 30 settembre al 3 ottobre.

“Bisogna muoversi nella direzione di un miglioramento della qualità delle prestazioni erogate e dell’efficienza del sistema nel suo complesso per andare incontro alla domanda e ai nuovi bisogni di salute, cresciuti dopo la pandemia – ha aggiunto Fedriga -. Ma non è solo una questione di risorse: occorre investire sulle infrastrutture e sul capitale umano, entrambi sempre più in affanno. In altri termini bisogna potenziare la medicina del territorio, recuperare prestazioni sanitarie, abbattere le liste d’attesa”.

Sempre Fedriga: “La pandemia ha rappresentato un arduo banco di prova sia per le Regioni, impegnate nello sforzo di assicurare la piena copertura dei costi sostenuti e di recuperare l’equilibrio dei bilanci (sette Regioni non raggiungono la sufficienza nell’erogazione dei Lea, ndr), sia per le donne e gli uomini che sono la colonna portante del nostro Ssn”.

Ha concluso Fedriga: “E’ soprattutto a loro che dobbiamo rivolgere ora la nostra attenzione, attraverso misure volte a garantire la copertura dei fabbisogni, a superare la carenza strutturale di personale sanitario e, non da ultimo, a migliorare il trattamento economico dei professionisti nel settore pubblico, che deve essere migliorato e reso più attrattivo”.

Redazione Nurse Times

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