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Rogo di Crans-Montana, dietrofront Svizzera: pagherà le spese mediche dei feriti italiani

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Non sarà spedita a Roma la maxi fattura da 1,6 milioni di euro relativa alle spese sanitarie sostenute dagli ospedali svizzeri per la cura dei 12 ragazzi italiani feriti nel rogo di Capodanno a Crans-Montana. Rimasta per diversi mesi in un cassetto dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, la parcella sarà ora cancellata. La decisione di “rinunciare a titolo eccezionale al rimborso” è stata assunta ieri dal Consiglio federale.

“Il Governo è pienamente cosciente dell’immenso dolore che grava sulle famiglie delle vittime e sulle persone che soffriranno per tutta la vita delle conseguenze delle gravi ferite subite”, ha commentato Guy Parmelin, presidente della Confederazione. Una notizia che la premier Giorgia Meloni ha accolto “con grande soddisfazione”, ringraziando Parmelin e dichiarandosi “felice di questa soluzione: nessun onere ricadrà sulle famiglie o sull’Italia”. “Soddisfazione per la decisione del Governo svizzero” è stata espressa anche dal ministro della Salute, Orazio Schillaci.

Il caso era scoppiato ad aprile, quando a casa di alcuni feriti erano state recapitate salatissime fatture sanitarie. Clamorosa la vicenda di Umberto Marcucci, padre di Manfredi, rimasto ustionato nel discobar Constellation di Crans-Montana: dall’ospedale di Sion gli era arrivato un conto di quasi 72.000 euro per sole 15 ore di degenza nel reparto di Terapia intensiva, prima che il giovane fosse trasportato in elicottero al Niguarda di Milano. Meloni aveva parlato di una “ignobile richiesta”.

Per mesi le autorità elvetiche si sono irrigidite su un principio burocratico, definito nell’accordo sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e Ue, che prevede che ogni Paese si faccia carico delle spese sanitarie dei propri cittadini curati all’estero. L’inversione di marcia di Berna si inserisce “in un’ottica di reciprocità ed esprime un gesto di gratitudine della Svizzera per la solidarietà ricevuta” dall’Italia.

Soddisfatto Umberto Marcucci per “un lavoro diplomatico e politico molto positivo”, mentre per Lorenzo Rubino, padre di Elsa, ragazza quindicenne di Biella ricoverata a Zurigo, è “una specie di ammissione di colpa per la Svizzera”. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, giudicano la rinuncia “una scelta di buonsenso e sensibilità, che va nella direzione da noi auspicata e ribadita con fermezza fin dall’inizio di questa vicenda”.

Di “passo positivo e atteso” parla l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di Sofia Donadio, sopravvissuta al rogo, chiedendo che “siano accertate tutte le responsabilità: le vittime e le loro famiglie attendono risposte e devono poter ricostruire il proprio futuro senza essere lasciate sole”.

Nel frattempo prosegue l’inchiesta penale sulla strage in cui sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite. Dopo l’interrogatorio di Jacques Moretti, proprietario del Constellation, oggi sono attese le audizioni dei familiari della cameriera Cyanne Panine, morta nel locale in cui lavorava. I magistrati cantonali hanno programmato per il 2 dicembre un altro interrogatorio dei coniugi Jacques e Jessica Moretti, indagati per omicidio, lesioni e incendio colposi, insieme ad altre 15 persone.

Redazione Nurse Times

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