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Rinnovo Ccnl Sanità, Incaviglia (APIL): “Ministro Zangrillo soddisfatto, ma infermieri non valorizzati”

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Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Matteo Incaviglia, presidente dell’Associazione Professionale Infermieristica Legale (APIL).

La soddisfazione del ministro Paolo Zangrillo per il rinnovo del Ccnl Sanità è comprensibile. Molto meno comprensibile – mi permetta, Sig. Ministro – è parlare di “valorizzazione” degli infermieri quando, nei fatti, la loro retribuzione continua a non essere all’altezza delle responsabilità che ogni giorno si assumono.

La vera valorizzazione non si misura con gli slogan, ma con uno stipendio adeguato alla complessità della professione, al percorso universitario, alle competenze avanzate richieste e alle responsabilità civili, penali e disciplinari che gravano su ogni infermiere.

Gli infermieri italiani garantiscono assistenza 24 ore su 24, gestiscono pazienti sempre più complessi, assumono decisioni clinico-assistenziali fondamentali e rappresentano una colonna portante del Servizio sanitario nazionale.

Eppure gli infermieri continuano a percepire retribuzioni che, in molti casi, risultano inferiori di 700-800 euro al mese rispetto a quelle riconosciute ai colleghi di numerosi Paesi europei. Senza contare un sistema organizzativo sovente dedito al loro sfruttamento. Non a caso il contenzioso per demansionamento ha raggiunto livelli allarmanti. Come allarmanti sono i costi per la pubblica amministrazione che il contenzioso medesimo produce.

Se davvero si  vuole valorizzare chi si prende cura dei cittadini, servono fatti, e non dichiarazioni di circostanza. Servono investimenti strutturali, un riconoscimento economico dignitoso e, soprattutto, un contratto di categoria che rispecchi la specificità delle professioni sanitarie.

Gli infermieri non chiedono privilegi. Chiedono rispetto. E il rispetto, nel mondo del lavoro, passa soprattutto da una retribuzione giusta e proporzionata al valore della professione.

Redazione Nurse Times

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