Una donna è morta di peste polmonare in Siberia, per l’esattezza nella regione di Irkutsk. I media locali l’hanno identificata come Darya Shipilova, una tecnica di laboratorio di 28 anni. La testata People of Baikal ha riferito che lavorava all’Istituto anti-peste di Irkutsk e potrebbe aver contratto la malattia a causa della rottura di una provetta. Fino a 200 persone con cui potrebbe aver avuto contatti sono state messe in quarantena, ha aggiunto la stessa testata.
La Russia cerca di minimizzare. “Non fidatevi delle dicerie”, ha tagliato corto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, invitando a fidarsi solo delle dichiarazioni ufficiali di Rospotrebnadzor, l’agenzia governativa russa per la tutela del cittadino. Gli Stati Uniti, dal canto loro, seguono da vicino gli sviluppi e le iniziative messe in campo da Mosca, memori anche di quanto accaduto col Covid. “Non penso sia motivo di allarme, ma facciamo attenzione e seguiamo quello che fanno”, ha detto il segretario di Stato, Marco Rubio.
Daria Shilipova è stata ricocevata martedì scorso con i sintomi di una forte polmonite. I medici l’hanno subito attaccata al respiratore, ma per lei non c’è stato nulla da fare: è deceduta giovedì. I primi segnali di nervosismo tra le autorità locali sono emersi il giorno successivo, quando Igor Kobzev, governatore di Irkutsk, ha organizzato una “riunione straordinaria” in merito a un “caso sospetto di infezione particolarmente pericolosa riscontrato in un residente”, aggiungendo che “tutti i contatti individuati sono stati posti sotto osservazione medica”, ma senza esprimersi sul tipo di infezione riscontrata né identificare Shilipova.
L’ipotesi peste ha preso piede quando le autorità di una regione vicina a Irkursk hanno parlato di una “donna morta per peste”, messaggio successivamente corretto e ammorbidito in un “possibile” caso di peste. Tanto è bastato per alimentare un susseguirsi di teorie e speculazioni online.
Secondo alcune indiscrezioni, Shilipova sarebbe deceduta dopo essere entrata in contatto con il contenuto di una fialetta che aveva rotto per errore. Il giornalista locale Pavel Stepanov, riporta il New York Times, ha suggerito alle autorità di indagare sulla possibilità che l’incidente sia stato un “sabotaggio da parte dei nostri nemici, i quali agiscono con metodi sempre più sofisticati”.
Pur mantenendo alta la vigilanza, gli esperti sanitari invitano alla calma, perché i rischi sono limitati. Ogni anno, a livello mondiale, si verificano casi di peste, che però vengono facilmente curati con gli antibiotici.
Redazione Nurse Times
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