Per tappare il buco della sanità, che nel 2025 ha raggiunto quota 349 milioni di euro, la Regione Puglia applicherà aumenti dell’addizionale Irpef compresi tra 4 (per la fascia tra i 15 e i 28.000 euro di reddito) e oltre 66 euro medi al mese (per chi supera i 50.000 euro). Numeri riferiti dal governatore Antonio Decaro (foto) nel corso di un’apposita conferenza stampa.
Nel dettaglio, le cifre relative all’aumento delle tasse si differenziano in base alla fascia di reddito annuale. Per coloro che guadagnano da 0 a 15.000 euro l’aliquota sarà invariata allo 0,1%. Nella fascia tra 15.000 e 28.000 euro si passerà invece dallo 0,2 allo 0,9%, con un incremento di 4,17 euro medi mensili a persona. Salendo ancora, nello scaglione tra i 28.000 e i 50.000 euro l’aliquota crescerà dallo 0,4 al 2%, con un aumento medio di 19,33 euro al mese. Infine, per la fascia tra i 50.000 e i 100.000 euro si salirà dallo 0,62% al 2,1%, per un totale medio di 66,62 euro in più di tasse.
“È un documento che porteremo nei prossimi giorni al ministero – ha spiegato Decaro -. La spesa sanitaria è aumentata drammaticamente in tutta Italia. A fronte di un aumento dei costi pari al 3,6%, purtroppo, il Governo centrale copre aumentando solo dell’1,2% il Fondo sanitario nazionale, e alla Puglia è stato riconosciuto solo l’1,09%. Questi dati sono stati certificati e diffusi nel Documento di finanza pubblica 2025. Oggi tutte le Regioni italiane sono in grave affanno, anche quelle storicamente considerate virtuose. In un momento di sacrifici noi facciamo la nostra parte”.
Decaro ha spiegato come questa manovra non riguarderà solo l’aumento delle tasse: “Prima di chiedere qualunque sforzo ai pugliesi abbiamo tagliato i costi della politica e della macchina regionale: 107 milioni di euro in meno, inclusi 30 milioni dell’avanzo di amministrazione del Consiglio regionale. Dobbiamo essere noi i primi a dare l’esempio”.
E ancora: “La restante parte del disavanzo sarà coperta con una manovra fiscale improntata sulla massima equità: il 30% dei pugliesi non pagherà un solo euro in più; i redditi più bassi sono totalmente tutelati. Il 40% dei contribuenti (scaglione 15.000-28.000) pagherà circa 4 euro in più al mese. Chi ha redditi fino a 50.000 euro vedrà un aumento di circa 19 euro al mese. Chi guadagna di più pagherà di più. Perché crediamo sia giusto così”.
Sempre Decaro: “Ora è importante concentrarci sul futuro: se ci saranno sprechi, li taglieremo; se ci saranno abusi, li fermeremo. Monitoreremo la spesa giorno per giorno, esigendo sobrietà, rigore ed efficienza nelle cure. Il lavoro è già iniziato: ad oggi sono 174.837 le persone contattate per il recupero delle liste d’attesa e 93.415 le prestazioni già anticipate. Ai nuovi direttori generali saranno posti degli obiettivi vincolanti sulla riduzione delle liste d’attesa e sull’efficientamento della sanità”.
E infine: “Non sono felice di aumentare le tasse. Lo faccio con la morte nel cuore. I cittadini sono già penalizzati da un costo della vita elevatissimo. Mi assumo l’onere di questo provvedimento e lavorerò giorno e notte affinché la sanità della Puglia migliori le prestazioni e riduca i costi. Il nostro obiettivo è chiaro: garantire ai pugliesi una sanità che funzioni, tagliare gli sprechi e lavorare da subito per ridurre le tasse nei prossimi anni”.
Redazione Nurse Times
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