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Puglia, primi tagli alla spesa sanitaria per far fronte al maxi buco di bilancio: stop alle assunzioni delle Sanitaservice

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Tra le cause del buco di bilancio da 369 milioni che affligge la sanità pugliese figurerebbero le assunzioni effettuate nel 2025 dalle Sanitaservice, che si occupano di ausiliariato, pulizie, portierato e servizi accessori. Tali assunzioni avrebbero aggravato i conti delle Asl per una somma tra i 20 e i 40 milioni. Di qui la decisione capo di Gabinetto della Regione, Davide Pellegrino, di fermare tutto attraverso la firma di un’apposita direttiva.

Il Dipartimento Salute dovrà quindi ordinare alle Asl di sospendere tutte le procedure assunzionali, dirette e tramite contratti interinali, nonché tutte le esternalizzazioni di servizi e tutte le consulenze, pena la rimozione degli amministratori unici delle Sanitaservice. Eventuali eccezioni dovranno essere autorizzate dalla Regione. Una decisione che Pellegrino ha annunciato “nelle more della prossima adozione delle misure regionali finalizzate al rafforzamento dei meccanismi di governo, contenimento e controllo della spesa del Servizio sanitario regionale”.

In questi giorni il Diparti­mento Salute dovrà consegnare alla Giunta regionale un’analisi dettagliata della spesa. Al momento è noto che solo una piccola par­te degli extracosti è stata assorbita dalla rete ospedaliera, mentre l’incremento della spesa farmaceutica, do­vuto ai farmaci usciti dalla lista degli innovativi e finiti sui conti delle Regioni, avrebbe inciso per circa 40 milio­ni. Ma è un tema anche la spesa per la sanità privata, aumentata del 22% tra il 2024 e il 2025, mentre l’internalizzazione delle Rsa è co­stata circa 28 milioni.

Una parte dell’incremen­to di spesa è dovuto poi all’internalizzazione del servizio 118, andata a regime nel 2025. Alcune delle società in-house – in partico­lare Bari, Foggia e Taranto – sono di­ventate veri e propri serbatoi di assunzioni nell’anno delle elezioni, anche grazie al ricorso alle agenzie interinali, che sfug­gono al controllo e permettono di reclutare gente collegata alla po­litica.

A Foggia pende un concorso con 8.242 candidati per 28 posti, e recentemente il commissario straordinario della Asl Foggia, Giuseppe Nigri, ha approvato il piano assunzionale 2026, che pre­vede un’altra infornata. A due giorni dalle elezioni regionali l’Ospedale Riuniti di Foggia aveva tentato di entrare nella Sanitaservice del­l’Asl con un’operazione che la Corte dei conti ha definito “priva di resilienza finanziaria”.

Intanto il governatore pugliese Antonio Decaro ha an­nunciato attraverso un video sui so­cial che, dopo le liste d’attesa, si occuperà della presa in carico dei pazienti oncologici, avviando finalmente i percorsi di assistenza che assegnano ai reparti il com­pito di prenotare direttamente vi­site ed esami attraverso agende dedicate.

Redazione Nurse Times

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