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Opi Roma: cerimonia per il ritorno della madre dell’Infermieristica moderna

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Oggi il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, alla presenza del Presidente dell’OPI Maurizio Zega con una folta rappresentanza di Infermieri romani, ha scoperto la targa stradale dedicata a Florence Nightingale, Infermiera.

15 dicembre 2025 – Una lunga storia. Dal 2014 la targa di una via intitolata a Florence Nightingale, madre della Infermieristica moderna, riportava sotto il suo nome, la qualifica “medico”: ma la fondatrice dell’Infermieristica non era un medico, ed era, appunto, una Infermiera.

E ci sono voluti tutti questi anni per ottenere che il Comune di Roma prendesse atto dell’errore compiuto e si decidesse a reintitolare la via, che si trova nella Villa Pamphili, a Florence Nightingale, Infermiera. Oggi si è svolta la cerimonia con il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il Presidente dell’OPI Maurizio Zega, l’assessore alla cultura Massimiliano Smeriglio e l’assessore alla cultura del XII Municipio Gioia Farnocchia.

“L’amministrazione attuale” – ha dichiarato il Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma Maurizio Zega – “evidentemente più attenta delle precedenti, ha compiuto tutti i necessari passaggi burocratici e ha reso finalmente giustizia a Florence Nightingale, e insieme a tutta la nostra professione”.

“Questa vicenda è anche se vogliamo un paradigma: troppo spesso gli Infermieri sono dei “fantasmi” nella narrativa dei problemi sanitari, considerati figure accessorie. Ma i nostri sono professionisti laureati, sempre di più anche specializzati: eppure siamo ancora percepiti come poco meno che assistenti dei medici, quasi che la cura della persona sia attività dopo tutto secondaria rispetto all’attività clinica”.

“Siamo grati – ha concluso Zega – a questa amministrazione che finalmente ha provveduto a correggere il suo errore: ora questo nome torna a raccontare la sua vera storia. Un gesto semplice, ma carico di rispetto per una donna che ha illuminato il cammino della cura. Ogni passante potrà leggerlo e ricordare ciò che rappresenta. Perché la memoria, quando è precisa, diventa gratitudine.

E la gratitudine, quando è pubblica, diventa esempio”.

Redazione NurseTimes

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