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Opi Cosenza: 60 detenuti della Casa circondariale di Paola a lezione con gli infermieri

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Opi Cosenza. Il presidente Fausto Sposato alza la voce in difesa degli operatori sanitari
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Una convenzione tra la Casa circondariale di Paola e l’Opi di Cosenza ha permesso a 60 detenuti di formarsi e recepire eventuali primi soccorsi in caso di emergenze.

La direttrice della Casa circondariale di Paola, Emilia Boccagna, ed il presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cosenza Fausto Sposato hanno concordato un periodo di lezioni per i detenuti. Il primo incontro è già avvenuto lo scorso martedì.

“Svolgeremo pratiche di primo intervento e soccorso, sia teorico che pratico”, ha avuto modo di anticipare il presidente Sposato.

“Insieme al vicepresidente Marco Laratta, al consigliere del direttivo ed ai colleghi Massimiliano Gallo e Robertino Serpa abbiamo riscontrato tanta partecipazione e soprattutto la volontà di apprendere, di formarsi anche. È certamente motivo di orgoglio per noi infermieri e per l’Ordine di Cosenza che è tra i primi, in Italia, a svolgere tale importante servizio nelle carceri dei territori”, le parole del presidente.

Il primo appuntamento si è svolto sostanzialmente sulla parte teorica, da martedì prossimo inizia anche la parte pratica con i manichini ed attraverso le manovre di primo soccorso, dal semplice slogamento fino alle ferite più importanti.
“Ringraziamo pubblicamente la direzione della casa circondariale di Paola per l’ospitalità e per l’approccio formativo. È solo un primo importante passo, la collaborazione ed i contributi futuri non mancheranno”, ha rimarcato il presidente Fausto Sposato.

“Tutto ciò è avvenuto grazie al nostro collega Angelo Gallo, infermiere nella casa circondariale che ha promosso la convenzione. Medesimo ringraziamento merita l’ispettore capo Ercole Lanzillotta per la piena disponibilità”, assicurano dall’Opi.

“È certamente un messaggio positivo ciò che arriva. Dare la possibilità ai detenuti di formarsi ed avere più informazioni per eventuali soccorsi, che possono avvenire in qualsiasi setting e contesto, va incontro alla nostra formazione ed all’idea di coinvolgimento per la professione”, è emerso nel corso del primo incontro in carcere.

Momenti di grande confronto e condivisione, dunque. Le “lezioni sono state molto apprezzate, con continue sollecitazioni e scambi di pareri. Un progetto apprezzabile che ci rende, ancor di più, orgogliosi delle tante cose fatte in questi anni”, la chiosa.

Redazione NurseTimes

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