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Infermiere specialista, via alla svolta: pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale i nuovi decreti MUR

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lauree magistrali
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Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i provvedimenti su laurea infermieristica, laurea magistrale e profili specialistici. Gli infermieri potranno prescrivere presidi e ausili

La revisione della classe di laurea infermieristica entra in una fase decisiva. Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti del Ministero dell’Università e della Ricerca dedicati alla revisione della laurea infermieristica e della laurea magistrale infermieristica, con l’istituzione dei profili infermieristici specialistici.  

I provvedimenti sono stati pubblicati nella Serie generale n. 108 del 12 maggio 2026 e riguardano due ambiti centrali per la formazione accademica e professionale: la revisione della classe di laurea magistrale infermieristica con i relativi profili specialistici e la revisione della classe di laurea infermieristica. Si tratta di una notizia di grande rilievo non solo per la comunità infermieristica, ma per l’intera sanità italiana, perché incide sul percorso formativo degli infermieri e, potenzialmente, sull’organizzazione futura dell’assistenza.

Le tre aeree specialistiche:
  • Science Infermieristiche Specialistiche nelle Cure primarie e Infermieristica di famiglia e comunità
  • Scienze Infermieristiche Specialistiche nelle cure neonatali e pediatriche
  • Scienze Infermieristiche Specialistiche nelle cure intensive e nell’emergenza
Nel documento si parla di prescrizione e di gestione autonoma:
  • prescrivere trattamenti assistenziali quali presidi sanitari, ausili, tecnologie specifiche o altro necessario a garantire continuità e sicurezza delle cure neonatali e pediatriche
  • Gestire situazioni di emergenza urgenza attraverso l’applicazione di manovre rianimatorie avanzate e dei relativi trattamenti farmacologici in conformità con algoritmi di rianimazione, protocolli e linee guida cliniche (es. ACLS, traumi, ecc.).
  • Prescrivere trattamenti assistenziali quali presidi sanitari, ausili, tecnologie specifiche o altro, necessari a garantire continuità e sicurezza delle cure intensive.
  • Gestire autonomamente percorsi di pazienti a bassa complessità clinica nei diversi setting di primo soccorso
  • Prescrivere trattamenti assistenziali quali presidi sanitari, ausili, tecnologie specifiche o altro, necessari a garantire continuità e sicurezza delle cure nell’infermieristica di famiglia e comunità

La revisione dei percorsi universitari infermieristici, infatti, non riguarda soltanto gli studenti o gli atenei, ma anche il futuro delle competenze cliniche, organizzative e specialistiche richieste in ospedale, nei servizi territoriali e nei percorsi di assistenza sempre più complessi. In una fase in cui la sanità italiana cerca modelli più avanzati di presa in carico, il tema assume un peso strategico anche sul piano dell’aggiornamento professionale e della valorizzazione del ruolo infermieristico.  

Quindi, non si tratta soltanto di un passaggio tecnico-amministrativo, ma di un tassello che può influenzare il futuro degli infermieri e la costruzione di percorsi più aderenti ai bisogni di salute della popolazione.

Il nodo da sciogliere ora riguarda l’implementazione: come verranno tradotte le nuove indicazioni negli ordinamenti didattici, quali cambiamenti interesseranno gli atenei e in che modo verranno riconosciuti e strutturati i profili specialistici. Sono domande che interessano direttamente il settore dell’istruzione universitaria, ma anche il sistema sanitario nel suo complesso, perché la qualità della formazione iniziale e avanzata degli infermieri incide sulla capacità di risposta del servizio pubblico, sull’appropriatezza clinica e sulla continuità assistenziale.  

La revisione della classe di laurea infermieristica rappresenta infatti un passaggio che potrebbe aprire a nuovi scenari nella formazione, nella carriera e nella definizione delle competenze avanzate. Nei prossimi aggiornamenti sarà importante verificare come i decreti verranno recepiti da università, ordini professionali e strutture sanitarie.  

Redazione NurseTimes

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