Home Regionali Lombardia Niguarda, 60 posti letto chiusi: mancano infermieri, altri 40 a rischio
LombardiaNT NewsRegionali

Niguarda, 60 posti letto chiusi: mancano infermieri, altri 40 a rischio

Condividi
Ospedale Niguarda di Milano, 60 posti letto non riaperti per la carenza di personale infermieristico
Condividi
La Cisl Fp segnala una carenza di circa 100 infermieri. L’ospedale cerca personale, ma il reclutamento resta difficile

La carenza di infermieri comincia a produrre conseguenze concrete anche in uno dei principali ospedali italiani. All’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano 60 posti letto, ridotti durante il periodo estivo, non sarebbero stati riattivati a settembre proprio per la difficoltà nel reperire personale sanitario non medico.

A riportarlo è Fanpage.it, che cita Giuseppe Rinaldi, coordinatore della Cisl Fp Milano Metropoli. Secondo il rappresentante sindacale, la situazione potrebbe ulteriormente aggravarsi nei prossimi mesi: «entro fine anno potrebbero chiuderne altri 40». 

Non si tratterebbe, almeno per ora, della chiusura completa di singoli reparti. La riduzione sarebbe stata distribuita fra diverse unità di degenza, mantenendo operative le specialità ma diminuendo il numero complessivo di pazienti ricoverabili.

Una scelta che evita la sospensione totale delle attività di un reparto ma che potrebbe comunque tradursi in tempi più lunghi per i ricoveri programmati, rinvii e ulteriore pressione sui posti letto disponibili.

Niguarda, 60 posti letto non riaperti dopo l’estate

La riduzione estiva dei posti letto rappresenta una pratica organizzativa utilizzata da molti ospedali per consentire la programmazione delle ferie del personale. La particolarità della situazione segnalata al Niguarda è che una parte di quella riduzione sarebbe diventata, almeno temporaneamente, strutturale anche dopo l’estate.

Secondo quanto riferito da Fanpage.it sulla base delle dichiarazioni sindacali, i 60 posti letto sono distribuiti tra diversi reparti di degenza. La Cisl Fp sostiene inoltre che l’attuale carenza effettiva nell’area infermieristica dell’ospedale sia nell’ordine di circa 100 professionisti

Il dato assume particolare rilevanza considerando le dimensioni del Niguarda. Sul proprio sito istituzionale l’ospedale indica 1.167 posti letto, oltre 70 reparti e più di 5.200 operatori, di cui circa mille medici e oltre tremila professionisti tra infermieri, tecnici sanitari, professionisti della riabilitazione e ostetriche. 

Health Lombardia riporta, nello specifico, circa 2.000 infermieri interni e 5.000 dipendenti complessivi. 

Numeri che mostrano come anche una carenza percentualmente limitata rispetto all’intera forza lavoro possa avere un impatto significativo sull’organizzazione delle degenze quando riguarda professionisti indispensabili per garantire l’assistenza continuativa nelle 24 ore.

Concorsi per infermieri, ma pochi candidati

Il nodo principale resta il reclutamento.

Secondo Rinaldi, all’ultima procedura concorsuale citata dal sindacato si sarebbero iscritti meno di 40 candidati, mentre un bando rivolto a infermieri liberi professionisti avrebbe raccolto circa 70 disponibilità. Il sindacalista sostiene tuttavia che non tutti i candidati finiranno necessariamente per accettare l’assunzione e che i vincoli di budget limiterebbero anche il ricorso ai professionisti esterni. 

Che l’azienda stia cercando personale infermieristico è verificabile anche attraverso i bandi ufficiali del Niguarda.

L’8 luglio 2026 l’ASST ha pubblicato un concorso pubblico per cinque posti di infermiere a tempo indeterminato e pieno, destinati alla turnazione sulle 24 ore. Un’altra procedura pubblicata il 25 marzo riguardava tre posti, sempre a tempo indeterminato e per attività sulle 24 ore. 

Il problema, dunque, non sembra riducibile alla mancata pubblicazione di procedure di assunzione: la questione riguarda soprattutto la capacità di attrarre candidati e trattenerli nel sistema sanitario pubblico.

L’allarme per l’inverno: altri 40 posti potrebbero essere coinvolti

A preoccupare maggiormente il sindacato è ora l’avvicinarsi della stagione invernale.

L’aumento delle patologie respiratorie e influenzali determina tradizionalmente una crescita della domanda ospedaliera. Se il deficit di personale dovesse permanere, secondo Cisl Fp potrebbero diventare indisponibili ulteriori 40 posti letto entro la fine del 2026. Al momento, va sottolineato, si tratta di una previsione sindacale e non di una decisione già annunciata dall’ASST. 

Sempre secondo la ricostruzione pubblicata da Fanpage.it, sarebbe stata inoltre interrotta temporaneamente la remunerazione delle ore straordinarie, con una possibile ripresa da ottobre subordinata a risorse aggiuntive. Anche questo elemento viene riportato come parte della situazione denunciata dalla rappresentanza sindacale. 

Il problema degli alloggi per gli infermieri a Milano

C’è poi una questione sempre più rilevante nelle grandi città: il costo dell’abitazione.

La Cisl Fp chiede da tempo, secondo Rinaldi, di recuperare strutture residenziali da destinare ai nuovi assunti a prezzi calmierati. Una possibile soluzione immobiliare sarebbe però legata a un intervento di partenariato pubblico-privato i cui tempi, secondo il sindacato, potrebbero spingersi fino al 2028. 

La capacità di offrire alloggi economicamente sostenibili sta assumendo un’importanza crescente nelle politiche di reclutamento del personale sanitario nelle città dove affitti e costo della vita risultano particolarmente elevati.

Non a caso, lo stesso Consiglio regionale lombardo ha affrontato nel 2026 il tema della carenza di personale infermieristico, richiamando tra i problemi proprio la difficoltà di attrarre e trattenere professionisti e le condizioni economiche complessive offerte al personale sanitario. 

La Lombardia cerca infermieri anche con titoli conseguiti all’estero

La portata del problema emerge anche dalle iniziative della Regione Lombardia.

Nel giugno 2026 è stata aperta una manifestazione di interesse regionale per personale medico e infermieristico con qualifiche conseguite all’estero. Nella stessa documentazione regionale viene esplicitamente indicato che la carenza di personale infermieristico e medico è in aumento e che l’iniziativa punta a creare uno strumento utilizzabile dalle aziende sanitarie lombarde per reperire professionisti. 

Il caso Niguarda, quindi, si inserisce in una criticità che supera i confini del singolo ospedale.

Carenza di infermieri, il problema è nazionale

Gli ultimi dati FNOPI aiutano a comprendere il quadro. Al 30 giugno 2026 risultavano iscritti all’Albo unico nazionale 464.193 infermieri, con un aumento di 2.880 professionisti rispetto allo stesso periodo del 2025. L’età media, tuttavia, resta elevata, attestandosi a 46,6 anni. 

Ancora più significativo è il problema dei prossimi pensionamenti. Un rapporto AGENAS sul personale del Servizio sanitario nazionale ha stimato che circa 78.000 infermieri potrebbero raggiungere l’età pensionabile tra il 2026 e il 2035, ricordando come quasi il 30% degli infermieri del SSN avesse già più di 55 anni alla fine del 2023. 

La questione, pertanto, non riguarda soltanto la disponibilità immediata di professionisti, ma la sostenibilità della dotazione infermieristica nel prossimo decennio.

Cosa sappiamo e cosa resta da chiarire

Al momento il dato più rilevante è la mancata riattivazione di 60 posti letto, attribuita dalla ricostruzione giornalistica e dalla Cisl Fp alla carenza di personale sanitario, in particolare infermieristico. La stima di altri 40 posti potenzialmente a rischio entro dicembre deve invece essere considerata una previsione del sindacato, legata all’evoluzione delle assunzioni e alla maggiore pressione assistenziale attesa durante l’inverno. 

Sarà quindi importante verificare nelle prossime settimane quanti infermieri entreranno effettivamente in servizio attraverso concorsi e altri strumenti di reclutamento e se l’ASST riuscirà a recuperare progressivamente i posti letto oggi non disponibili.

NurseTimes: senza infermieri i posti letto restano soltanto sulla carta

Il caso del Niguarda porta ancora una volta al centro una questione fondamentale per il Servizio sanitario nazionale: un posto letto ospedaliero non è determinato soltanto dalla presenza fisica di una stanza e di un letto.

Per renderlo realmente operativo servono professionisti in numero adeguato, a partire dagli infermieri, che garantiscono assistenza nelle 24 ore, continuità delle cure, sorveglianza clinico-assistenziale e sicurezza del paziente.

La vicenda milanese rappresenta quindi un segnale da osservare con attenzione. Se anche una struttura delle dimensioni e dell’importanza del Niguarda incontra difficoltà nel mantenere pienamente operativa la propria capacità di degenza per mancanza di personale, il problema dell’attrattività della professione infermieristica non può più essere affrontato esclusivamente attraverso nuovi bandi.

Retribuzioni, organizzazione del lavoro, carichi assistenziali, sviluppo professionale, tempi delle procedure di assunzione e, soprattutto nelle grandi città, politiche abitative sono ormai elementi dello stesso problema.

Redazione NurseTimes

Fonte principale: Fanpage.it


Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Friuli Venezia GiuliaNT NewsRegionali

Il Friuli cerca infermieri al Sud. La carenza cambia Regione, non scompare

Dopo il progetto rivolto a professionisti provenienti da Argentina e Ghana, il...

Infermieri in ospedale e richiamo dell’OPI Napoli dopo l’appello di Nursing Up sui modelli organizzativi e sulla sicurezza delle cure
CampaniaFNopiInfermieriNT NewsRegionali

Napoli, Nursing Up chiama l’Opi: “Vigili sui modelli organizzativi”

Il sindacato denuncia sovraccarichi, demansionamento e rischi per la sicurezza e chiede...

CittadinoNT NewsPrevenzione

Bambini non vaccinati, assistenti sanitari: “Colmare i divari per proteggere tutti”

In Italia il livello di protezione vaccinale varia da un territorio all’altro....