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Malori alla Centrale Emilia Est del 118 (Bologna), la Procura chiede due anni per l’ex coordinatore Tacconi

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La pm Francesca Rago ha chiesto di condannare Claudio Tacconi, ex coordinatore della Centrale Emilia Est del 118, alla pena di due anni, in abbreviato, per le accuse di lesioni e stalking ai danni dei colleghi, oltre che per simulazione di reato. Si tratta del caso degli avvelenamenti sospetti agli operatori della stessa Centrale.

Secondo la Procura, tra il 2020 e il 2023, Tacconi avrebbe provocato malori a dieci persone, altri operatori della Centrale, facendogli assumere farmaci, mescolati a bevande e alimenti. Così facendo avrebbe creato un clima di sospetto, paura e diffidenza in un ambiente di lavoro già di per sé delicato, in particolare nel reparto degli operatori di elisoccorso.

In particolare, l’imputato avrebbe somministrato di nascosto ansiolitici, farmaci antipsicotici e antiepilettici, provocando malesseri, sonnolenza, difficoltà nel parlare e nel camminare, forti mal di testa e obnubilamenti, talvolta con necessità di ricovero. 

L’accusa di simulazione di reato riguarda invece tre episodi: in due casi Tacconi aveva dichiarato di essere stato a sua volta intossicato, mentre il terzo riguarda una rapina che l’ex coordinatore disse di aver subito da parte di ignoti, ma che per la Procura avrebbe inscenato per allontanare i sospetti su di lui.

Nell’udienza di ieri mattina, dopo la richiesta di condanna della Procura, hanno discusso i legali delle dieci parti civili, tra le quali Ausl e Ordine degli infermieri. Tacconi, presente in aula, si è sempre dichiarato innocente. Per il suo avvocato c’è “incertezza sui fenomeni di malessere lamentati, che sono tantissimi, ma hanno genesi e peculiarità diverse. Dall’altra parte c’è inesistenza di elementi convergenti rispetto al singolo episodio a carico di Tacconi”.

L’udienza riprenderà lunedì prossimo, 13 aprile, quando, dopo l’arringa della difesa, dovrebbe anche essere emessa la sentenza.

Redazione Nurse Times

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