Sono diverse le richieste di chiarimento che arrivano all’indirizzo mail della nostra redazione ([email protected]) sul quesito che riguarda la somministrazione dei vaccini da parte di personale diverso da quello infermieristico o medico
Abbiamo chiesto un parere legale al dott. Mauro Di Fresco dirigente dell’Associazione Avvocatura di Diritto infermieristico (AADI)
“A fronte e nonostante diversi testi universitari, come quello utilizzato presso l‘Università di Padova nel corso di laurea per Assistenti Sanitari (AS), deducano che all’assistente sanitario spetta anche il ruolo di vaccinatore attivo, e quindi capaci di somministrare vaccini e sostengono tale tesi sulla base di alcune norme che andremo ad esaminare, studiate in maniera approfondita (tali norme che sarebbero poi la fonte del diritto di questi testi universitari) posso confermare senza dubbio che tale competenza non è assolutamente in linea sia con il DM n. 69 del 17 gennaio 1997, pubblicato sulla G.U.R.I. n. 72 del 27 marzo 1997, che neppure deduttivamente collegano la prestazione vaccinale al profilo professionale dell’AS, confinata invece nell’educazione collettiva alla vaccinazione e nell’igiene pubblica, dove potrebbe essere sempre correlato un piano strategico vaccinale regionale o nazionale, quindi come incipit come monito alla popolazione a vaccinarsi.
Dallo studio approfondito della normativa (sono principalmente tre le norme che questi testi riconducono alla competenza vaccinale dell’AS) non si ravvede neppure deduttivamente tale competenza.
E precisamente il Piano nazionale della prevenzione vaccinale che viene richiamato spesso da questi testi, addirittura non riporta neanche la parola di assistenti sanitari.
Il Piano Nazionale della prevenzione 2020 – 2025 (tre allegati) non riporta neppure la parola AS, e per ultimo la legge n. 119 del 2017 sui vaccini che consta di sole tre pagine non indica assolutamente che il ruolo dell’AS sia quello di vaccinare.
Rimangono le leggi in vigore sulla definizione di vaccino, che è a tutti gli effetti un farmaco, con le stesse indicazioni e precauzioni utilizzate per i farmaci (mezzi di somministrazioni identici, effetti collaterali identici) quindi esplica un’azione terapeutica; e pertanto il vaccino non può essere escluso dalla totalità della definizione farmacologica in senso classico.
Vaccinare rientra quindi nelle competenze esclusive del medico e dell’infermiere, uniche figure professionali deputate alla somministrazione del vaccino e quindi dei farmaci.
Redazione Nurse Times
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