Tra gli interventi del congresso “Consapevolezza e competenza: pronti per il mondo del lavoro” (Pugnochiuso, 8-11 giugno) vi è quello di Pierpaolo Volpe, presidente di Opi Taranto, che ha affrontato un argomento spesso poco approfondito durante il percorso universitario, ma destinato a incidere profondamente sulla vita professionale dei futuri infermieri: i diversi modelli contrattuali e le opportunità lavorative oggi disponibili per la professione.
Durante il suo intervento Volpe ha accompagnato gli studenti all’interno di un tema che spesso viene scoperto soltanto dopo la laurea: la differenza tra lavoro dipendente nel Servizio sanitario nazionale, impiego nel settore privato e libera professione. A margine del congresso gli abbiamo chiesto quale fosse il messaggio più importante che uno studente dovrebbe portare con sé quando si avvicina al mondo del lavoro.
“Il consiglio che mi sento di dare è semplice: non scegliete un contratto senza averlo analizzato – ha detto Volpe -. Molti studenti conoscono poco le differenze tra lavoro pubblico, privato e libera professione e rischiano di prendere decisioni importanti senza avere tutti gli strumenti necessari per valutarle. Ogni forma contrattuale presenta vantaggi, criticità, tutele e opportunità di crescita differenti”.
Secondo Volpe, il primo passo verso una scelta consapevole è proprio la conoscenza: “Il contratto pubblico offre stabilità, tutele e un percorso professionale definito. Il settore privato può offrire dinamismo, specializzazione e percorsi organizzativi differenti. La libera professione, invece, richiede capacità imprenditoriale, autonomia e assunzione diretta di responsabilità, ma può rappresentare una straordinaria opportunità di sviluppo professionale”.
Un tema particolarmente attuale in una fase storica in cui il mercato del lavoro infermieristico sta cambiando rapidamente e sempre più professionisti valutano percorsi diversi rispetto a quelli tradizionali: “Non esiste una scelta giusta per tutti. Esiste la scelta giusta per ciascun professionista. L’importante è conoscere i propri diritti, comprendere le differenze tra le varie tipologie contrattuali e costruire il proprio percorso sulla base delle proprie competenze e dei propri obiettivi professionali”.
Durante il confronto con gli studenti è emerso anche un altro aspetto fondamentale: la necessità che i futuri infermieri acquisiscano una maggiore consapevolezza degli strumenti normativi e contrattuali che regolano la professione. “Parliamo molto di competenze cliniche, e giustamente – spiega Volpe -. Ma un professionista moderno deve conoscere anche il contesto nel quale lavorerà. Sapere cosa prevede un contratto, conoscere le opportunità offerte dalla libera professione e comprendere i diversi modelli organizzativi significa essere più liberi nelle proprie scelte e più consapevoli del proprio valore professionale”.
Un messaggio che ha trovato grande attenzione tra gli studenti presenti e che richiama un concetto semplice ma spesso sottovalutato: il futuro professionale di un infermiere non si costruisce soltanto con le competenze cliniche, ma anche con la capacità di orientarsi in un mondo del lavoro sempre più articolato e in continua evoluzione.
Guido Gabriele Antonio
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