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Infermiere demansionato in Asp Catanzaro: risarcimento di oltre 65.000 euro. USB Sanità Calabria: “Risultato record”

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La FNOPI prende posizione sul demansionamento
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A conclusione di una causa per demansionamento il Tribunale di Catanzaro ha riconosciuto un risarcimento superiore ai 65.000 euro a un infermiere dell’Asp Catanzaro. Lo rende noto il sindacato USB Sanità Calabria, riferendo che tale somma, “a nostra conoscenza, rappresenta un risultato record per questo tipo di vertenze in Calabria”.

“L’infermiere – si legge in una nota del sindacato – è stato costretto per gran parte della propria esperienza lavorativa a operare senza il supporto degli operatori socio-sanitari (oss), il cui compito non può e non deve ricadere sul personale infermieristico. Una situazione che ha leso non solo la dignità professionale del lavoratore, ma anche la qualità e la sicurezza delle cure erogate ai pazienti”.

E ancora: “USB aveva tentato in ogni modo di evitare il ricorso alla giustizia ordinaria. Avevamo avanzato una proposta di transazione extragiudiziale, inviato Pec di diffida formale e richiesto l’apertura di un tavolo di mediazione. L’Asp Catanzaro ha ignorato ogni tentativo, rifiutando il dialogo e costringendo il lavoratore ad adire le vie legali”.

Sempre USB Sanità: “Il risultato è che la sanità pubblica calabrese si ritrova oggi a pagare non solo il giusto risarcimento, ma anche le spese legali: soldi sottratti alle casse del Servizio sanitario nazionale. Una conseguenza che ci addolora profondamente e di cui la responsabilità è esclusivamente dell’amministrazione”.

Conclude il sindacato: “Questa vittoria non è un punto di arrivo. USB Sanità Calabria ha già avviato o sta per avviare ulteriori azioni legali contro l’Asp Catanzaro su: produttività 2023/2024, negata alle lavoratrici e ai lavoratori assenti per gravidanza; Legge 104; congedi parentali o malattia; produttività 2022, non erogata in toto a nessun dipendente; mancata corretta erogazione dei buoni pasto”.

Redazione Nurse Times

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