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In Piemonte depositata una proposta di legge per aumentare le indennità di 800 euro ai medici e 350 agli infermieri

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Il capogruppo della Lega Salvini Piemonte Alberto Preioni ha depositato venerdì 9 giugno u.s. una proposta di legge a sua prima firma per assegnare a medici e infermieri un’indennità temporanea, rispettivamente di 800 e 350€, limitatamente al triennio 2023/25.

La proposta si ispira al modello valdostano approvata già dal 2021.

Tale indennità dovrà essere concessa al personale di dirigenza medica e a quello infermieristico titolare di contratto di lavoro subordinato e a tempo indeterminato e pieno con le Aziende sanitarie regionali che si trovano nelle aree marginali montane del Piemonte.

L’indennità, dovrebbe integrare il trattamento economico mensile e verrà determinata in sede di contrattazione integrativa aziendale.

Commento così il consigliere regionale della Lega: “Ancora una volta il Piemonte apre la strada al panorama italiano: lo abbiamo fatto con l’aumento degli straordinari di medici e infermieri. Lo facciamo con questa indennità della quale beneficeranno oltre 13mila operatori sanitari. Siamo comunque certi che il nostro governo continuerà su questa strada a livello nazionale, aumentando gli stipendi di chi ogni giorno difende il bene supremo della Salute pubblica ed eliminando un numero chiuso a Medicina che, dopo la tragica esperienza del Covid, appare anacronistico e controproducente”.

La situazione in Valle d’Aosta

In Valle d’Aosta concessa già dal 2021 fu applicato lo stesso trattamento economico battezzato come “indennità di attrattività” concesso a medici e infermieri. La Legge di stabilità regionale fu poi impugnata davanti alla Corte Costituzionale.

Va detto però che la Val D’Aosta è una regione a statuto speciale, e gode quindi di una certa autonomia finanziaria. Cosa accadrà alla regione Piemonte se la proposta venisse impugnata?

E’ evidente che la carenza del personale medico e infermieristico spingerà le altre regioni del nord Italia a ricercare tali incentivi per evitare l’esodo di personale sanitario.

Redazione NurseTimes

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