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Ictus emorragico: il ruolo dell’infermiere in Stroke Unit tra emergenza, monitoraggio e continuità assistenziale

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L’ictus emorragico rappresenta una delle emergenze neurologiche più complesse e gravose in termini di mortalità e disabilità. È causato dalla rottura di un vaso cerebrale con conseguente sanguinamento intracranico, evento che determina un rapido aumento della pressione endocranica e un possibile deterioramento neurologico acuto. In questo contesto ad alta intensità assistenziale, la Stroke Unit assume un ruolo centrale, così come l’infermiere, figura chiave nella gestione clinica, nel monitoraggio continuo e nella prevenzione delle complicanze.

Ictus emorragico: inquadramento clinico e assistenziale

A differenza dell’ictus ischemico, l’ictus emorragico richiede un approccio estremamente prudente e tempestivo. Il controllo rigoroso dei parametri fisiologici e l’osservazione neurologica continua sono determinanti per limitare l’estensione del danno cerebrale e migliorare la prognosi.

Le principali forme di ictus emorragico includono:

  • emorragia intracerebrale;
  • emorragia subaracnoidea.

Entrambe necessitano di un’assistenza infermieristica altamente specializzata, orientata alla sicurezza del paziente e alla rapida individuazione dei segni di peggioramento clinico.

Il ruolo dell’infermiere nella fase acuta

Nella fase acuta l’infermiere in Stroke Unit svolge un ruolo fondamentale nel monitoraggio clinico continuo. La valutazione neurologica seriale permette di individuare precocemente variazioni dello stato di coscienza, comparsa di deficit focali o segni di ipertensione endocranica.

Tra le attività infermieristiche principali rientrano:

  • monitoraggio della pressione arteriosa, con particolare attenzione ai valori target stabiliti dal team medico;
  • controllo della saturazione di ossigeno e della funzione respiratoria;
  • valutazione dello stato di coscienza e del comportamento;
  • sorveglianza dell’equilibrio idrico ed elettrolitico.

L’infermiere collabora inoltre alla gestione della terapia farmacologica, garantendo l’appropriatezza e la sicurezza nella somministrazione di farmaci antipertensivi, sedativi e antiedemigeni.

Prevenzione delle complicanze e sicurezza del paziente

Il paziente con ictus emorragico è ad alto rischio di complicanze, che possono influenzare significativamente l’esito clinico. L’assistenza infermieristica è quindi orientata alla prevenzione attiva e alla protezione del paziente.

Gli interventi prioritari includono:

  • gestione delle vie aeree e prevenzione delle complicanze respiratorie;
  • controllo del bilancio idrico e prevenzione dell’overload;
  • prevenzione delle lesioni da pressione attraverso posizionamenti corretti e mobilizzazione precoce, quando consentita;
  • riduzione del rischio infettivo.

Particolare attenzione è riservata alle prime 24-48 ore, periodo in cui l’evitamento di manovre invasive non necessarie e la corretta postura del paziente sono elementi determinanti per la stabilità neurologica.

Il lavoro di équipe nella Stroke Unit

La gestione dell’ictus emorragico richiede un approccio interdisciplinare strutturato. Medici, infermieri, fisioterapisti, logopedisti e, nei casi indicati, neurochirurghi, lavorano in sinergia per garantire un’assistenza efficace e coordinata. In questo contesto, l’infermiere rappresenta spesso il punto di riferimento costante, grazie alla presenza continuativa al letto del paziente e alla capacità di intercettare precocemente i segnali di allarme. Una comunicazione efficace all’interno dell’équipe favorisce la continuità assistenziale, riduce il rischio di errori e migliora la qualità complessiva delle cure.

Formazione clinica e ruolo del tutor infermieristico

La Stroke Unit non è solo un luogo di cura, ma anche un ambiente ad alto valore formativo. Il tutor clinico infermieristico svolge un ruolo essenziale nell’accompagnare gli studenti di Infermieristica durante il tirocinio, favorendo un apprendimento basato sull’esperienza diretta.

Nel contesto dell’ictus emorragico gli studenti apprendono:

  • l’importanza dell’osservazione clinica;
  • il valore della comunicazione terapeutica;
  • lo sviluppo del pensiero critico e della responsabilità professionale.

L’affiancamento strutturato consente allo studente di trasformare l’esperienza assistenziale in competenza, in linea con i modelli di apprendimento esperienziale.

Riflessione professionale

L’assistenza infermieristica al paziente con ictus emorragico non si limita all’esecuzione di protocolli. È fatta di attenzione costante, sensibilità clinica e presenza umana. Ogni paziente rappresenta una storia improvvisamente sospesa, e l’infermiere diventa il filo conduttore tra fase acuta, stabilizzazione e percorso riabilitativo. In questo equilibrio delicato tra tecnologia, competenza e umanità l’infermieristica esprime pienamente il suo valore professionale, contribuendo in modo determinante alla qualità e alla sicurezza delle cure.

Giancarlo Calienni*

* Infermiere tutor clinico universitario e tutor di simulazione universitario, infermiere responsabile di Stroke Unit in area neurologica ad alta intensità assistenziale. Si occupa di assistenza infermieristica avanzata, formazione clinica, sicurezza delle cure e sviluppo professionale in ambito neurologico. È impegnato nella formazione degli studenti del corso di laurea in Infermieristica, promuovendo un apprendimento basato sull’esperienza, sull’osservazione clinica e sulla riflessione critica.

Bibliografia essenziale

  • Ministero della Salute. Piano Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie Cerebrovascolari 2023–2026. Roma: Ministero della Salute.
  • European Stroke Organisation (ESO). Guidelines for the Management of Intracerebral Haemorrhage.
  • American Heart Association / American Stroke Association. Guidelines for the Management of Spontaneous Intracerebral Hemorrhage.
  • Linee guida SPREAD – Stroke Prevention and Educational Awareness Diffusion.
  • Sitzia J., Wood N. Patient satisfaction: a review of issues and concepts. Social Science & Medicine.
  • Kolb D.A. Experiential Learning: Experience as the Source of Learning and Development. Prentice Hall.

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