Home Cittadino Hiv: dallo Spallanzani nuovi dati italiani sulla PrEP
CittadinoNT NewsPrevenzione

Hiv: dallo Spallanzani nuovi dati italiani sulla PrEP

Condividi
Condividi

La presentazione all’International Aids Conference di Rio De Janeiro.

L’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” Irccs di Roma ha presentato nuove evidenze sull’utilizzo della PrEP (profilassi pre-esposizione) alla 26esima International Atds Conference di Rio de Janeiro. A condurre e presentare i due lavori scientifici, dedicati rispettivamente all’aderenza alla PrEP e alla sua continuità nel tempo, è stata la dottoressa Valentina Mazzotta (foto).

Le due analisi dello studio EPI-PrEP, condotte sulla coorte multicentrica italiana PrIDE, offrono una fotografia dell’utilizzo della PrEP in Italia in una fase caratterizzata dall’ampliamento delle possibilità di prevenzione. Infatti alla PrEP orale, oggi rimborsabile, è stata affiancata anche la formulazione iniettabile a lunga durata d’azione, la PrEP long acting.

“La PrEP – spiega la drottoressa Mazzotta – rappresenta uno degli strumenti disponibili più efficaci per prevenire l’infezione da Hiv. Perché la strategia preventiva possa esprimere pienamente il proprio potenziale, tuttavia, assumono un ruolo centrale sia la corretta aderenza sia la continuità della profilassi nel tempo”.

Lo studio EPI-PrEP è un’analisi epidemiologica retrospettiva che ha coinvolto 1.298 utilizzatori di PrEP arruolati tra il 2024 e il 2025 nella coorte osservazionale multicentrica italiana PrIDE, con almeno una visita di follow-up dopo l’inizio della profilassi. La popolazione analizzata era costituita prevalentemente da uomini cisgender, con un’età mediana di 39 anni, mentre circa un partecipante su quattro era alla prima esperienza con la PrEP.

Le analisi presentate ad Aids 2026 hanno valutato due aspetti complementari: da una parte il rischio di interruzione della PrEP, dall’altra la probabilità di una aderenza subottimale (cioè un utilizzo della PrEP non pienamente conforme allo schema previsto), confrontando i diversi schemi di somministrazione.

Il tasso di interruzione è stato pari a 33,8% per la PrEP orale quotidiana, 24,5% per quella on-demand e 29,8% tra chi modificava lo schema di somministrazione durante il periodo considerato. Il valore più basso è stato osservato tra gli utilizzatori della PrEP iniettabile long-acting: 6,3%. E una minore probabilità di interruzione è stata osservata anche tra le persone seguite in centri community-based rispetto al setting ospedaliero.

Il secondo lavoro presentato dalla dottoressa Mazzotta ha invece analizzato la capacità delle persone di seguire correttamente il regime di PrEP prescritto. La probabilità cumulativa stimata di aderenza subottimale a un anno è risultata pari al 34,6% nella popolazione complessiva. Ma, anche in questo caso, sono state registrate differenze statisticamente significative tra i diversi schemi di somministrazione: 54,9% per la PrEP orale quotidiana, 22,6% per quella on-demand, 22,3% tra chi cambiava modalità di somministrazione e 9,4% tra gli utilizzatori della PrEP iniettabile long-acting.

“I due lavori indicano come la modalità di somministrazione possa rappresentare uno degli elementi associati alla capacità di seguire correttamente e proseguire nel tempo il percorso di prevenzione”, spiega ancora la dottoressa Mazzotta.

E conclude: “La PrEP iniettabile long acting è risultata associata a una più bassa probabilità di aderenza subottimale e a una più bassa probabilità di interruzione tra gli schemi analizzati. Quindi si mostra come un approccio più funzionale ed efficace. Tuttavia è importante chiarire l’importanza di non adottare un approccio unico alla prevenzione dell’Hiv. Sono necessari percorsi differenziati e centrati sulla persona, insieme a strategie mirate per favorire l’aderenza e la permanenza nei programmi di PrEP, così da massimizzarne l’impatto preventivo nel lungo periodo”.

Redazione Nurse Times

Articoli correlati

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Medici e dirigenti sanitari del SSN con riferimento al CCNL Area Sanità 2025-2027 e agli aumenti fino a 560 euro
MediciNT News

CCNL Area Sanità 2025-2027: aumenti fino a 560 euro e nuove tutele

Firmata all’Aran la preintesa per 137mila dirigenti del SSN: salgono tabellare, indennità...

Concorso infermieri Puglia, i vincitori: "Perché non si assume? Vogliamo tornare a casa"
NT NewsPugliaRegionali

Puglia, la sanità dei miracoli: mancano i professionisti, ma avanzano sempre i turni

All’Asl Brindisi i sindacati denunciano l’assenza di un piano per l’emergenza del...

ECM e FADInfermieriNT News

Corso Ecm (9 crediti) Fad gratuito per infermieri: “Violenza di genere: emersione, contrasto e prevenzione”

L’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per...