Docenze infermieristiche non pagate, il Tribunale fa chiarezza: “Paga l’Università”
Una decisione del Tribunale di Firenze, depositata il 20 febbraio 2026, interviene su una vicenda che da anni coinvolge infermieri impegnati in attività di docenza universitaria nei corsi di laurea in Infermieristica senza il riconoscimento del relativo compenso. Secondo quanto riferito da fonti di settore, il giudice del lavoro avrebbe individuato nell’Università degli Studi di Firenze il soggetto tenuto a corrispondere le somme dovute per le attività didattiche svolte.
La controversia riguarda infermieri che tra il 2017 e il 2021 hanno preso parte alle attività formative universitarie senza ricevere, per lungo tempo, la retribuzione prevista. Il caso, divenuto nel tempo emblematico, nasce proprio dal mancato pagamento di incarichi didattici svolti nell’ambito di corsi universitari pubblici, con il conseguente avvio di iniziative stragiudiziali e giudiziarie da parte dei lavoratori coinvolti.
Prima dell’approdo in tribunale, gli infermieri avevano tentato di ottenere il pagamento attraverso messe in mora e successivi tentativi di conciliazione davanti all’Ispettorato territoriale del lavoro di Firenze, senza però arrivare a una soluzione condivisa. In seguito, alcuni di loro hanno promosso ricorsi giudiziari e, nel corso del procedimento, sarebbero stati emessi anche decreti ingiuntivi, poi opposti dalle amministrazioni coinvolte.
Al centro del giudizio vi era soprattutto il tema dell’individuazione del soggetto obbligato al pagamento.
Durante la causa, infatti, i diversi enti interessati avrebbero reciprocamente contestato la propria responsabilità, attribuendo ad altri la competenza economica sulle docenze. È proprio su questo punto che la pronuncia del Tribunale di Firenze avrebbe segnato il passaggio decisivo, affermando che il compenso per tali attività deve essere corrisposto dall’Università.
La decisione viene già letta come un precedente importante anche per altre situazioni analoghe maturate nell’ambito dei corsi delle professioni sanitarie, tanto più perché la vicenda avrebbe interessato circa sessanta professionisti e, secondo alcune ricostruzioni, in diversi casi sarebbero già partite le prime regolarizzazioni dei pagamenti arretrati.
Resta ora da capire quale sarà il seguito della vicenda sul piano processuale. La sentenza, infatti, si colloca allo stato come pronuncia di primo grado, e sarà quindi necessario verificare se le amministrazioni coinvolte decideranno o meno di impugnarla. Solo allora si potrà comprendere se l’orientamento espresso dal giudice fiorentino sia destinato a consolidarsi anche nei successivi gradi di giudizio.
Per il momento, inoltre, il testo integrale della decisione non risulta ancora diffusamente reperibile nelle principali fonti pubbliche, sicché per una valutazione tecnica piena della motivazione sarà necessario attendere la pubblicazione della sentenza.
Redazione Nurse Times
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